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Vertenza Riello, Quaresimale: presentata ipotesi di accordo

Un’ipotesi di accordo è stata presentata ai sindacati dai rappresentanti della Riello per la chiusura della vertenza occupazionale che interessa 90 addetti dello stabilimento di Cepagatti, che il Gruppo industriale ha deciso di chiudere. Il documento si muove su cinque punti frutto delle richieste dei rappresentanti sindacali che l’azienda ha accolto: il primo punto riguarda l’applicazione del possibile accordo sindacale a tutti i 90 addetti dello stabilimento, includendo dunque anche i 19 lavoratori impegnati nel Centro ricerche della Riello che in un primo momento erano stati esclusi.

Il secondo punto dispone l’applicazione della Cassa integrazione per cessazione di attività per un anno a tutti i lavoratori; il terzo punto impegna la società e le istituzioni al processo di re-industrializzazione del sito produttivo con la ricerca di nuovi acquirenti: il quarto punto regola una serie di incentivi economici ai lavoratori che, fatta salva la corresponsione della Cig per un anno, decidono di lasciare l’azienda ed infine il quinto punto fissa incentivi economici per i lavoratori che accettano il trasferimento nei siti produttivi del Nord Italia, dove la Riello ha intenzione di spostare la produzione dello stabilimento di Cepagatti. 

“Si tratta di un risultato importante – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro Pietro Quaresimale che ha presieduto il tavolo istituzionale – che mette in condizione i lavoratori interessati di avere un ventaglio di scelte da operare. È il caso di ricordare che solo un mese fa il primo incontro del tavolo istituzionale aveva certificato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento collettivo di tutti i lavoratori. Quindi non esisteva alcuna possibilità di scelta. Il fatto di aver ottenuto dall’azienda la possibilità di applicazione della Cassa integrazione per un anno a tutti i lavoratori rappresenta un dato importante, perché da un lato apre l’ombrello degli ammortizzatori sociali sulla testa dei lavoratori e dall’altro concede tempo alle istituzioni di trovare acquirenti per la reindustrializzazione del sito”.

Nell’ipotesi di accordo, l’azienda ha anche regolato il quantum degli incentivi ai lavoratori: 45mila + 5mila euro di bonus in caso di dichiarazione di abbandono entro 30 giorni; 25mila + 5mila euro di bonus in caso di decisione dal 31° giorno fino al 31 luglio 2022. Sul fronte degli incentivi in favore di quei lavoratori che accettano il trasferimento in altra sede, la proposta dell’azienda prevede: il rimborso di tutte le spese per il primo mese successivo al trasferimento, l’erogazione di 20mila euro per i successivi due anni a cui si aggiungono 5 mila euro una tantum. La parola ora passa ai lavoratori che dovranno esplicitare il gradimento all’ipotesi di accordo. In caso di accettazione, venerdì l’accordo verrà sottoscritto e sottoposto all’esame del tavolo nazionale del Mise, in programma mercoledì 3 novembre. 

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