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Abolire il Quorum per dare voce a chi vota: l’appello di Lidia Adorno (M5S)

Pubblicato il 10 Giugno 2025

Una sconfitta che colpisce la democrazia

“Abbiamo perso, sì. Ma ha perso soprattutto la democrazia”. Con queste parole la parlamentare regionale catanese del Movimento Cinque Stelle, Lidia Adorno, commenta l’esito del referendum dell’8 e 9 giugno. Il suo intervento è carico di amarezza, in particolare per i quesiti legati al mondo del lavoro, che non hanno raggiunto il quorum.

“Dispiace enormemente per i lavoratori precari, per i giovani, per chi aspettava una reale tutela dei propri diritti. Dispiace perché molti cantieri continueranno a essere luoghi insicuri, privi di garanzie”, ha dichiarato Adorno, sottolineando l’impatto concreto dell’esito negativo del referendum sulla vita quotidiana delle persone.

Il quorum come ostacolo alla partecipazione

Lidia Adorno ha poi sollevato una questione fondamentale: ha ancora senso mantenere il quorum nei referendum?

“Chi vota decide, chi non vota rinuncia. Forse è il momento di abolire il quorum, perché in democrazia ogni voto deve contare”, ha affermato con decisione. Per la deputata pentastellata, l’astensione – pur legittima – non può valere quanto una scelta attiva. “Chi non vota, semplicemente non partecipa”, ha sottolineato.

Un punto di ripartenza per il cambiamento

Nonostante la delusione, Adorno guarda avanti: “Non ci arrendiamo, anzi, rilanciamo”. Per lei, l’esito del referendum rappresenta un punto di ripartenza, non una sconfitta definitiva. Un dato su tutti lo dimostra: in Sicilia ha votato il 23,10% degli aventi diritto, oltre un milione di persone. Un numero più alto rispetto ai voti con cui Schifani è stato eletto presidente della Regione nel 2022 (894.306 voti).

La voce del cambiamento non può essere ignorata

Per Adorno, questo dato è un segnale forte della voglia di cambiamento che ancora anima molti siciliani: “Esiste ed è viva. Non sarà un quorum anacronistico a zittirla o a spostarla in secondo piano”.

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