Pubblicato il 27 Gennaio 2026
Via libera a una vasta area di libero scambio
L’Unione Europea e l’India hanno raggiunto un’intesa commerciale senza precedenti, destinata a ridurre i dazi sul 96,6% delle esportazioni europee verso il mercato indiano. Il risultato atteso è un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro l’anno per le imprese dell’Ue, grazie alla drastica riduzione delle tariffe doganali.
Una risposta alle nuove tensioni globali sui dazi
L’accordo arriva in un contesto segnato dai nuovi dazi statunitensi introdotti dall’amministrazione Trump, che hanno spinto Bruxelles e Nuova Delhi a cercare rotte commerciali alternative.
Mentre con Washington l’Ue ha accettato tariffe medie attorno al 15% su molti prodotti, verso l’India erano state applicate imposte fino al 50% su una parte significativa delle merci, ora destinate a essere fortemente ridimensionate.
Von der Leyen: “Creata una zona di libero scambio per due miliardi di persone”
A Nuova Delhi, dopo l’incontro con il primo ministro Narendra Modi, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’intesa “l’accordo più importante mai concluso dall’Ue”.
Secondo von der Leyen, nasce una vera zona di libero scambio che coinvolge circa due miliardi di cittadini, con benefici economici e strategici per entrambe le parti. Ha inoltre sottolineato che, in un contesto internazionale instabile, l’Europa punta su cooperazione e partnership strategiche, rafforzando i legami con l’India.
Cosa prevede l’accordo per l’industria europea
I vantaggi per le aziende dell’Ue sono rilevanti, in particolare per il settore automobilistico. I dazi sulle auto scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, mentre quelli sui componenti saranno azzerati entro 5-10 anni.
Saranno inoltre fortemente ridotte o eliminate le tariffe su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, oltre che su vino e prodotti agroalimentari, comparti cruciali per Paesi come Italia, Francia e Spagna.
Tagli mirati sui prodotti agricoli, con alcune esclusioni
Sul fronte alimentare, i dazi sul vino passeranno dal 150% al 75% e poi fino al 20%, mentre quelli sull’olio d’oliva scenderanno dal 45% allo zero entro cinque anni. Previsti tagli anche per pane, dolci e altri prodotti trasformati.
Per evitare tensioni con gli agricoltori europei, restano esclusi dall’accordo i prodotti considerati sensibili, come carne bovina, pollo, riso e zucchero.
Non rientrano nell’intesa neppure le indicazioni geografiche, che saranno oggetto di un negoziato separato, e per scelta indiana sono stati lasciati fuori anche i prodotti lattiero-caseari.
Servizi, ambiente e diritti al centro della cooperazione
L’accordo non riguarda solo le merci. È previsto anche un accesso facilitato al mercato indiano dei servizi, inclusi finanza e trasporti marittimi.
C’è poi un capitolo dedicato alla cooperazione ambientale, con una piattaforma Ue-India sul clima in avvio nei prossimi mesi e 500 milioni di euro di sostegno europeo in due anni per la transizione industriale sostenibile dell’India.
Inseriti anche impegni su diritti dei lavoratori e condizione femminile, per rafforzare gli standard sociali.
Dalla lunga trattativa alla ratifica finale
I negoziati erano partiti nel 2007, si erano interrotti nel 2013 e sono stati rilanciati nel 2022, fino alla conclusione attuale. Dopo l’accordo con il Mercosur, Bruxelles sta accelerando sulla costruzione di nuovi partenariati strategici globali.
Prima dell’entrata in vigore, servirà la ratifica del Consiglio e del Parlamento europeo. La Commissione punta a tempi rapidi, con l’obiettivo di rendere operativo l’accordo dal 2027.

