Pubblicato il 16 Febbraio 2026
Tracce di acqua e composti organici nella chioma
La cometa interstellare 3I/Atlas ha rivelato una composizione sorprendente: acqua e molecole organiche semplici sono state individuate nella sua chioma durante il passaggio nel Sistema solare.
Le osservazioni, effettuate dal telescopio spaziale SPHEREx e dall’Neil Gehrels Swift Observatory, hanno permesso di identificare vapore acqueo, metano, metanolo e cianuro attorno al nucleo della cometa.
La chioma – l’involucro gassoso che si forma quando il ghiaccio superficiale sublima avvicinandosi al Sole – si è rivelata particolarmente ricca di materiali volatili. È la prima volta che su 3I/Atlas vengono rilevate molecole organiche semplici, composti a base di carbonio e idrogeno che non implicano necessariamente attività biologica, ma che sono fondamentali per comprendere la chimica dei corpi interstellari.
Fotografata prima ancora della scoperta ufficiale
Nuove analisi hanno inoltre mostrato che la cometa era stata immortalata dieci giorni prima della sua identificazione ufficiale.
Le immagini, risalenti al giugno 2025, erano state raccolte dall’Vera C. Rubin Observatory in Cile. La scoperta formale è poi avvenuta il 1° luglio 2025 grazie al sistema di monitoraggio Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (ATLAS).
Questo ritrovamento retrospettivo conferma quanto sia complesso intercettare tempestivamente oggetti provenienti dallo spazio interstellare.
Un obiettivo scientifico di primaria importanza
Nel dicembre 2025, quando 3I/Atlas è riemersa da dietro il Sole iniziando il suo percorso verso le regioni esterne del Sistema solare, è diventata uno dei bersagli più ambiti dalla comunità scientifica internazionale.
Il telescopio SPHEREx, grazie al suo sistema a triplo specchio capace di osservare il cielo in 102 diverse bande di colore, è riuscito a ricostruire in dettaglio la composizione chimica della chioma.
Particolarmente significative anche le osservazioni di Swift, pubblicate su The Astrophysical Journal Letters, che hanno documentato per prime la presenza di acqua attraverso il rilevamento dell’idrossile, un sottoprodotto della sua dissociazione.
Attività sorprendente a grande distanza dal Sole
L’idrossile è stato individuato quando la cometa si trovava a una distanza dal Sole quasi tripla rispetto a quella tra la Terra e la nostra stella. Una posizione così remota è normalmente oltre la soglia in cui il ghiaccio superficiale dovrebbe sublimare in modo significativo.
Eppure 3I/Atlas mostrava un’attività intensa: perdeva acqua a un ritmo di circa 40 chilogrammi al secondo, paragonabile al flusso di una manichetta antincendio completamente aperta.
Un comportamento insolito, considerando che la maggior parte delle comete originarie del Sistema solare rimane relativamente inattiva a distanze simili. Questo dettaglio rafforza l’ipotesi che gli oggetti interstellari possano avere caratteristiche fisiche e chimiche diverse rispetto ai corpi formatisi attorno al Sole. Fonte: Ansa

