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Addio a Giancarlo Santalmassi: giornalismo italiano in lutto per la scomparsa di una voce storica

Pubblicato il 4 Giugno 2025

Si è spento a 83 anni nella clinica Quisisana di Roma

Giancarlo Santalmassi, figura storica del giornalismo italiano, è morto la notte scorsa all’età di 83 anni. Ricoverato presso la clinica Quisisana di Roma, ha lasciato un segno indelebile nel mondo dell’informazione italiana. La Rai lo ricorda come un volto simbolico dell’informazione nazionale e testimone diretto di eventi cruciali del Novecento.

Una carriera tra carta stampata, televisione e radio

Nato a Roma, Santalmassi iniziò il suo percorso giornalistico negli anni ’60, collaborando con il settimanale Panorama. Dopo i primi passi nella stampa, intraprese un’importante carriera in Rai: fu inviato per “Tv Sette”, redattore e primo conduttore del Tg2, oltre a ideatore e volto di molte trasmissioni di approfondimento.

Nel 1994 passò a Radio Rai, dove fondò e condusse “Zapping”, programma radiofonico che segnò un nuovo modo di fare informazione. Nel 1998 entrò a far parte del Gruppo Il Sole 24 Ore e nel 2000 fu nominato primo direttore di Radio 24, contribuendo a definirne l’identità giornalistica. Nel 2013 fondò il quotidiano digitale Inpiù, di cui fu anche direttore e opinionista.

Il messaggio di cordoglio della Rai

In un comunicato ufficiale, la Rai ha espresso il proprio dolore per la scomparsa del giornalista:
“Giancarlo Santalmassi è stato una figura centrale dell’informazione Rai. Dal sequestro Moro all’attentato a Giovanni Paolo II, ha raccontato alcuni dei momenti più drammatici del nostro secolo con rigore e passione”.

L’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi, il Direttore Generale Roberto Sergio e il Consiglio di Amministrazione della Rai hanno rivolto le condoglianze alla famiglia, ricordando il suo impegno per un giornalismo serio, lucido e sempre al servizio del pubblico.

Un’eredità che resta viva

Giancarlo Santalmassi ha segnato profondamente la storia della comunicazione italiana, passando con disinvoltura dalla carta stampata alla televisione, fino alla radio e al digitale. La sua voce e il suo pensiero continueranno a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni di giornalisti. Foto dal profilo FB

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