Pubblicato il 2 Dicembre 2025
L’ultimo gesto di una vita dedicata agli altri
Giuseppe Borgioli, 78 anni, ex giornalista, insegnante e per molti anni consigliere politico del Consolato Usa di Milano, è morto nella RSA di Pontremoli (Massa Carrara), la struttura in cui aveva scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita.
In quel luogo si era sentito protetto, accolto e curato, tanto da decidere di lasciare tutta la sua eredità ai lavoratori e alle lavoratrici della residenza. Un gesto che riassume meglio di ogni parola il suo carattere generoso e la sua visione dell’umanità.
Un uomo colto, brillante e profondamente legato alle sue radici
Nato nelle case popolari di Grazzano, Borgioli aveva proseguito gli studi a Genova, spinto da una inesauribile sete di conoscenza. Dopo le esequie, è stato sepolto nel cimitero di Marcognano.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo brillante, preparato, “del popolo”, capace di affrontare questioni complesse senza mai cadere negli estremismi.
Per decenni aveva lavorato come giornalista, insegnante e consigliere politico del Consolato statunitense, ricevendo benemerenze da CIA, FBI e NSA. Rientrato a Carrara dopo la pensione, faticava a riconoscere la sua città, che definiva ormai “sfilacciata”.
Cattolico convinto, frequentò a lungo il Santuario delle Grazie e maturò una profonda amicizia con padre Leonardo, figura di riferimento del terzo ordine francescano.
Cultura, formazione e pensiero critico
Con padre Leonardo organizzò numerosi seminari di formazione civica e filosofica, tra cui un convegno rimasto famoso nel territorio carrarese: da Platone a Maritain e Mounier, un percorso di riflessione che poneva l’individuo al centro, prima dell’ideologia politica.
Nel corso della sua vita incontrò e collaborò con grandi personalità della cultura, come Massimo Cacciari, monsignor Riboldi e attori come Herlizka.
Un testamento che è una lezione
«Carrara perde un uomo che l’ha onorata», ha dichiarato il sindacalista Andrea Figaia. Il lascito di Borgioli alla RSA di Pontremoli è stato definito un gesto di “generosità profonda, rara”, un atto che sintetizza la sua natura autentica e la sua capacità di dare senza pretendere nulla in cambio.
Un’ultima scelta coerente con la sua vita, che consegna alle comunità che lo hanno conosciuto un messaggio potente: la dignità e il valore dell’altruismo vissuto fino all’ultimo istante.

