Pubblicato il 9 Febbraio 2026
Segnalazioni e primo intervento nel centro storico
Nei giorni scorsi, un cittadino straniero di 27 anni è stato notato mentre camminava seminudo sotto una pioggia intensa tra le strade del centro storico di Adrano. A seguito di diverse chiamate giunte alla Sala Operativa, la Polizia di Stato è intervenuta tempestivamente per verificare la situazione e prestare aiuto.
Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano, nonostante le difficili condizioni meteo, hanno avviato le ricerche nelle vie del centro, concentrandosi in particolare nell’area di piazza Umberto e nelle stradine limitrofe.
Ritrovamento del giovane e assistenza immediata
Il 27enne è stato individuato con addosso solo pantaloni e ciabatte, esposto al freddo e alla pioggia battente. I poliziotti sono intervenuti con grande attenzione e sensibilità, offrendo immediatamente riparo al giovane all’interno dell’auto di servizio.
Visibilmente infreddolito ma mai aggressivo, l’uomo è stato rassicurato dagli agenti, che hanno cercato di instaurare un dialogo per valutare le sue condizioni di salute e comprendere le motivazioni del comportamento. Il giovane si è mostrato collaborativo, alternando momenti di confusione a fasi di lucidità, riuscendo anche a fornire le proprie generalità.
Identificazione e accertamenti
Poiché privo di documenti, il 27enne è stato accompagnato presso gli uffici del Commissariato per essere sottoposto ai rilievi foto-dattiloscopici. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che nei suoi confronti era stata presentata una denuncia di scomparsa nel febbraio 2024.
A quel punto, gli agenti sono riusciti a rintracciare un familiare, trasferitosi ad Adrano da alcune settimane, che si è recato immediatamente in Commissariato.
Condizioni di salute e affidamento ai familiari
Il familiare ha esibito documentazione medica attestante che il giovane soffre di una patologia che può causare comportamenti insoliti, pur senza manifestazioni di aggressività. Al termine di tutte le verifiche, il 27enne è stato affidato al proprio congiunto.
Quest’ultimo è stato invitato a garantire una vigilanza più costante e a rivolgersi al Dipartimento di Salute Mentale (D.S.M.), così da assicurare al giovane un supporto adeguato e continuativo, a tutela della sua salute e sicurezza.

