Pubblicato il 24 Settembre 2025
Blitz della polizia e ordinanze di custodia cautelare
Nella notte scorsa (24 settembre) la Polizia di Stato – Squadra Mobile di Catania e Commissariato di Adrano, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e la collaborazione di numerose Squadre Mobili italiane, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania.
Sono stati arrestati 14 soggetti, accusati di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi, ricettazione e accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, tutti collegati al clan SCALISI operante ad Adrano.
Contesto e attività criminali
Le indagini hanno riguardato il periodo ottobre 2023 – settembre 2025. Le attività illecite degli indagati includevano:
- Traffico e spaccio di droga (cocaina e marijuana)
- Estorsioni a imprenditori edili e agricoli, commercianti, proprietari terrieri e venditori ambulanti
- Intimidazioni, tra cui incendi di veicoli
Durante le operazioni sono stati sequestrati oltre un chilogrammo di stupefacente e tre pistole con munizionamento appartenenti al clan. Alcuni degli arrestati erano detenuti che comunicavano illegalmente tramite cellulari.
Sventato un omicidio
Gli arresti sono stati necessari per scongiurare un piano omicidiario ideato dal reggente del clan SCALISI, in risposta alla morte del figlio diciassettenne a Francofonte (SR) il 20 aprile 2025.
Secondo le indagini, il reggente aveva pianificato l’omicidio di più soggetti, ritenuti responsabili della morte del figlio, con dettagli precisi sull’esecuzione del delitto nel comune siracusano. Tra i complici figuravano lo zio e alcuni membri del suo nucleo familiare a Chieti, con l’aiuto di un soggetto residente a Pescara, che preparavano divise simili a quelle dei carabinieri e reperivano un furgone senza localizzatore satellitare e armi.
Impiego delle Forze dell’Ordine
Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati oltre 150 operatori provenienti da diverse questure, unità cinofile e un elicottero del Reparto Volo di Palermo.
Parallelamente sono state effettuate perquisizioni ad Adrano, Catania, Chieti e Pescara, che hanno portato al ritrovamento di:
- 550 grammi di cocaina suddivisi in dosi
- Materiale per il confezionamento della droga
- Un revolver privo di matricola
- Due divise simili a quelle dei carabinieri, destinate al piano omicidiario
Conclusioni delle Indagini
L’operazione conferma come all’interno delle carceri i detenuti utilizzino telefoni cellulari in modo continuativo, non solo per mantenere contatti con il clan, ma anche per organizzare nuove attività criminali.
Le forze dell’ordine hanno dunque interrotto un ciclo di violenza e traffici illeciti, prevenendo un omicidio e smantellando una struttura mafiosa operante nel territorio adranita.

