Pubblicato il 18 Novembre 2025
Il grave episodio in zona Corso Como
Lo scorso 12 ottobre a Milano, un 22enne è stato accoltellato durante una rapina da 50 euro in zona Corso Como. La vittima, trasportata in ospedale in condizioni critiche, non è più in pericolo di vita, ma ha subito danni irreparabili a causa dell’aggressione condotta da un gruppo di cinque giovani, tra cui tre minorenni di 17 anni, tutti arrestati.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dalla Polizia di Stato su disposizione della gip di Milano, Chiara Valori, nei confronti dei due adulti del gruppo. L’inchiesta per tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata è coordinata dal pm Andrea Zanoncelli e dalla sostituta della Procura per i minorenni Elisa Salatino.
Ruolo degli aggressori
A.C., 18enne residente a Monza, è stato identificato come l’autore dei colpi di coltello sferrati alle spalle della vittima già a terra, causando uno shock emorragico da ferita penetrante al polmone.
Un altro giovane dello stesso gruppo, anche lui 18enne di Monza, ha svolto il ruolo di “palo”, assistendo all’aggressione senza intervenire, ignorando completamente le proprie responsabilità.
Le indagini hanno trovato prove materiali nelle abitazioni degli arrestati: tra queste la giacca bianca con cinque bottoni e due tasconi, le scarpe nere Dior e i pantaloni indossati dall’aggressore, corrispondenti ai filmati di sorveglianza.
Testimonianze e condizioni della vittima
Due ragazze presenti sulla scena hanno confermato che il gruppo si era allontanato lasciando la vittima agonizzante a terra. In ospedale, il giovane è arrivato “a un passo dal decesso”, e ad oggi non ricorda quasi nulla dell’aggressione, riferendo solo alcuni flash. Nonostante le cure intensive, gli esperti prevedono che con altissima probabilità non sarà possibile il recupero motorio.
Intercettazioni e atteggiamento degli aggressori
Le intercettazioni mostrano la crudezza e il disprezzo degli arrestati verso la vittima. Alcuni di loro speravano che il 22enne morisse e parlavano della possibilità di pubblicare sui social il verbale di perquisizione per vantarsi. La gip Chiara Valori ha sottolineato il compiacimento per la violenza commessa e ha evidenziato le aggravanti della minorata difesa e della partecipazione di cinque persone, oltre al pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.
Durante le intercettazioni in commissariato, i giovani si mostravano alternando ilarità improvvisa e tentativi di concordare versioni false per minimizzare i fatti, discutendo anche se i minori potessero raccontare la verità o andare a trovare la vittima in ospedale.

