Pubblicato il 4 Febbraio 2026
Violenza e minacce per ottenere 180 euro
Momenti di paura ad Acireale, nella frazione di Scillichenti (CT), dove due uomini di 49 anni sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Guardia Mangano. I due, uno residente ad Acireale e l’altro a Giarre, sono ritenuti responsabili – ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone in concorso e di tentato indebito utilizzo di carta di credito.
L’aggressione dopo una sosta al bar
La vittima è un operaio edile di 50 anni, anche lui di Acireale, che ha vissuto quello che ha poi definito un vero e proprio “brutto quarto d’ora”. Intorno alle 19.00, dopo aver parcheggiato il proprio furgone lungo la via Provinciale per Riposto, l’uomo si era fermato in un bar per un caffè.
Al ritorno verso il veicolo, sarebbe stato affrontato improvvisamente dai due aggressori.
Spintonato a terra e immobilizzato
Secondo quanto ricostruito, uno dei due lo avrebbe spinto violentemente facendolo cadere a terra, per poi sederglisi sull’addome, mentre il complice lo avrebbe bloccato premendogli un piede sul petto, impedendogli qualsiasi movimento. L’azione violenta sarebbe stata accompagnata da minacce e intimazioni, tutte finalizzate a ottenere il pagamento immediato di un presunto debito.
Il motivo: un credito da 180 euro
La vittima conosceva bene i suoi aggressori, entrambi già noti alle forze dell’ordine. In particolare, uno dei due avrebbe eseguito in passato un lavoro edile per conto del 50enne, vantando un credito di 180 euro.
Nonostante il dolore, l’uomo sarebbe riuscito a rialzarsi, assicurando l’imminente pagamento della somma dovuta.
Il portafoglio sparito e il tentativo di prelievo
Solo in un secondo momento, però, il 50enne si sarebbe accorto della scomparsa del portafoglio, che conteneva 80 euro in contanti, una carta di credito e documenti personali. Dopo un inutile tentativo di ritrovarlo nel bar, avrebbe maturato il sospetto che fosse stato sottratto durante l’aggressione, decidendo di non affrontare nuovamente i due uomini.
La restituzione parziale e la carta bloccata all’ATM
Due giorni dopo, uno degli aggressori avrebbe contattato la vittima, restituendogli il portafoglio e sostenendo di averlo trovato casualmente la sera stessa. Tuttavia, la carta di credito risultava mancante: l’uomo avrebbe spiegato che il complice aveva tentato di usarla, ma che, a causa dell’errata digitazione del PIN, la carta era stata trattenuta dall’ATM dell’ufficio postale di Carruba, frazione di Riposto.
La denuncia e le prove video
Il 50enne si è quindi rivolto ai Carabinieri di Guardia Mangano, denunciando sia l’aggressione sia la sparizione degli 80 euro.
L’analisi dei filmati di videosorveglianza, sia della zona dell’aggressione sia dell’ufficio postale, ha fornito numerosi riscontri al suo racconto. Decisivo anche il riconoscimento dei due uomini attraverso gli album fotografici in dotazione ai militari.
Tentato prelievo documentato dalle telecamere
Le immagini hanno confermato che i due aggressori sono arrivati sul posto a bordo di un’auto in uso a uno di loro e che uno dei due ha effettivamente tentato per due volte il prelievo di denaro con la carta rubata. Nonostante il tentativo di coprirsi il volto, le telecamere hanno immortalato persino la sua evidente espressione di disappunto nel momento in cui la carta è stata definitivamente trattenuta dallo sportello automatico.

