Pubblicato il 9 Novembre 2025
Un Professore e il ritorno di un tema attuale
In vista del ritorno su Rai1 della nuova stagione di “Un Professore”, in onda dal 20 novembre, Alessandro Gassmann ha deciso di affrontare pubblicamente un argomento che riguarda da vicino la scuola italiana: l’assenza di educazione sessuale fino alle scuole medie.
Durante la sua partecipazione al programma Da Noi… a ruota libera, l’attore ha espresso con chiarezza la sua opinione: “Credo che l’educazione sessuale non possa arrivare solo dai porno, perché l’amore non è quello. È fondamentale che nelle scuole si torni a parlare di educazione affettiva e sessuale, per aiutare i ragazzi a capire davvero cosa significhi amare e rispettare”.
Gassmann, che nella serie interpreta un insegnante capace di affrontare temi complessi con umanità e intelligenza, ha ribadito quanto la formazione emotiva dei giovani sia oggi più che mai una priorità.
Il rapporto con il figlio Leo
Parlando della propria esperienza di genitore, Gassmann ha raccontato di aver adottato un approccio rigoroso ma affettuoso nell’educazione del figlio Leo: “Non gli ho dato il cellulare fino ai 15 anni e il motorino a 16. È stato un figlio meraviglioso, e anche se io ero quello che metteva i paletti, oggi siamo molto uniti. Posso ancora dormire abbracciato a lui come quando era piccolo. Ho sempre cercato di essere severo con dolcezza, ascoltando le sue parole”.
L’attore ha anche ricordato di aver avuto delle perplessità quando Leo ha deciso di intraprendere la carriera artistica, ma di essersi dovuto ricredere: “Gli sconsigliai di interpretare Franco Califano, perché era un mito e un errore sarebbe stato fatale. Ma mi sbagliavo. Leo ha fatto un lavoro straordinario, è un attore diverso da me, capace di trasformarsi e imitare. Se un giorno dovessimo lavorare insieme, lo tratterei come un collega qualunque”.
“Da studente ero un bullo, ma ho imparato a cambiare”
Ripensando alla propria adolescenza, Gassmann ha raccontato senza filtri il suo passato scolastico: “La scuola per me era un luogo spaventoso. Temevo i voti bassi, anche perché a casa mi aspettava Vittorio Gassman, e questo mi metteva una certa pressione. Sono stato uno studente mediocre, e questo mi ha reso insicuro”.
L’attore ha ammesso di aver avuto anche un comportamento sbagliato: “Sono stato un bullo, anche se in modo ‘all’acqua di rose’, non violento. A 14 anni ero già alto 1,93 e mi sentivo diverso dagli altri. Il banco era troppo piccolo e mi assegnarono una cattedra per far entrare le gambe: fu un’umiliazione. Col tempo, e grazie ai miei genitori, sono riuscito a correggere quella tendenza e diventare una persona più empatica”.
Alessandro Gassmann, oggi padre, attore e simbolo di impegno civile, lancia così un messaggio chiaro: parlare di affettività e sessualità nelle scuole non è un tabù, ma una necessità per formare cittadini più consapevoli, rispettosi e liberi.

