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Alice Campello e Alvaro Morata minacciati dagli haters dopo la Nations League

Pubblicato il 10 Giugno 2025

Una storia che si ripete: l’odio dopo la sconfitta

Alice Campello e la sua famiglia stanno vivendo un amaro déjà-vu, risvegliando i ricordi di una situazione già affrontata nel passato. Dopo la sconfitta della Spagna nella finale di Nations League contro il Portogallo, con un rigore decisivo fallito da Alvaro Morata, l’attaccante è stato travolto da insulti e minacce, insieme alla moglie influencer.

La scena ricorda quanto accaduto nel 2019, quando l’allora eliminazione dell’Atletico Madrid contro la Juventus aveva portato a un’ondata di odio online verso Morata. Sei anni dopo, la storia si ripete.

Minacce di morte alla famiglia Morata

L’ondata di odio si è intensificata subito dopo il fischio finale. Le famiglie dei calciatori della Roja, in particolare Morata e Campello, sono finite nel mirino. Alice Campello, profondamente colpita dalla gravità degli attacchi, ha deciso di rendere pubblica una delle minacce di morte ricevute, denunciando apertamente la situazione.

«Ucciderò tuo marito se lo vedo per strada… ucciderò i bambini con le mie stesse mani»: questo il contenuto scioccante di uno dei messaggi condivisi da Campello su Instagram. La sua risposta è stata carica di sdegno e incredulità: «Ci rendiamo conto che stiamo parlando di una partita di calcio?».

Lo sfogo pubblico di Alice Campello

Nonostante il dolore, Alice ha ricevuto anche molti messaggi di affetto e sostegno da parte di follower e tifosi. «Grazie a Dio esistono ancora persone buone», ha scritto, ringraziando chi ha dimostrato solidarietà.

Nel suo sfogo ha aggiunto parole forti e significative, accompagnate da una foto del marito con i figli:
«Tutti commettiamo errori. La vita è un susseguirsi di lezioni, di momenti belli e difficili. Il calcio è passione, ma è anche solo sport. Ciò che conta davvero è la persona che si è nella vita».

Infine, ha voluto lanciare un messaggio di riflessione:
«Mi piacerebbe vedere la vita di ognuno di voi che giudica per un errore e scoprire se davvero siete così perfetti», concludendo con un appello chiaro:
«Abbiate rispetto. Basta cattiveria gratuita».

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