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Allarme orsi in Giappone: scatta il piano nazionale per l’emergenza

Pubblicato il 6 Aprile 2026

Record di attacchi e vittime nel 2025

Il Giappone si trova ad affrontare una situazione senza precedenti legata alla presenza degli orsi. Nel 2025 si sono registrati ben 237 attacchi e 13 vittime, il dato più alto degli ultimi decenni. A rendere ancora più critica la situazione è l’espansione dell’habitat degli orsi, aumentata del 30-40% negli ultimi quindici anni, che ha portato questi animali sempre più a contatto con le aree abitate.

Una strategia nazionale per la convivenza entro il 2030

Per rispondere all’emergenza, il governo ha approvato la prima roadmap nazionale per la gestione della popolazione degli orsi, con l’obiettivo di raggiungere una coesistenza tra esseri umani e fauna selvatica entro il 2030. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al passato, che segna una svolta nelle politiche di intervento.

Dal contenimento occasionale alla riduzione della popolazione

Il nuovo piano, coordinato da nove ministeri, introduce un approccio più deciso: non si interverrà più solo in caso di avvistamento, ma si punterà a un contenimento strutturale della popolazione. In particolare, si prevede di ridurre il numero di orsi neri asiatici al 62-67% degli attuali livelli nelle regioni più colpite – Tohoku, Kanto e Chubu – attraverso l’abbattimento annuale di circa il 20% degli esemplari stimati.

Risveglio dal letargo e rischio crescente

Le autorità locali hanno già lanciato l’allarme per l’imminente risveglio degli orsi dal letargo. Durante questa fase, gli animali sono più aggressivi perché alla ricerca di cibo. In alcune prefetture, come Iwate, gli avvisi di sicurezza sono stati diffusi in anticipo dopo un attacco registrato già nel mese di marzo. I cittadini sono invitati a mantenere la massima prudenza.

Rafforzamento delle risorse e sicurezza pubblica

Per affrontare la crisi, il governo intende potenziare in modo significativo le risorse operative. Il personale dedicato sarà triplicato fino a 2.500 unità, mentre il numero di trappole a gabbia raddoppierà fino a raggiungere le 10.000 installazioni. Le autorità hanno ribadito che la sicurezza pubblica sarà la priorità assoluta, puntando su un sistema di intervento più coordinato ed efficace.

Dubbi sull’efficacia del piano

Nonostante le misure annunciate, restano alcune perplessità. Secondo esperti del settore, il piano è stato elaborato in tempi molto rapidi e presenta obiettivi numerici senza indicazioni operative dettagliate, soprattutto per quanto riguarda la formazione del personale.

Anche le associazioni di cacciatori locali esprimono preoccupazione: l’aumento degli operatori potrebbe non bastare, senza adeguata esperienza sul campo, rischiando di compromettere l’efficacia degli interventi previsti.

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