Pubblicato il 4 Dicembre 2025
Una donna trovata senza vita nel suo letto
È tuttora irreperibile Nazif Muslija, marito di Sadjide Muslija, l’operaia di origini macedoni trovata morta nel letto della sua abitazione di via Garibaldi, a Pianello Vallesina (Monte Roberto, Ancona), con evidenti segni di violenza.
La vittima avrebbe compiuto 50 anni il 12 dicembre. Nonostante precedenti denunce e una condanna del marito, la donna lo aveva nuovamente accolto in casa. Il tribunale gli aveva imposto di frequentare un corso per uomini maltrattanti, ma l’uomo era ancora in attesa di iniziare il percorso.
Ora è il principale sospettato dell’omicidio ed è sparito, probabilmente alla guida di una Smart. Le forze dell’ordine sono impegnate nelle ricerche.
La coppia ha un figlio di 27 anni che vive all’estero: informato della tragedia, avrebbe commentato “me lo aspettavo”.
La scoperta del corpo e la fuga del marito
Sadjide non si è presentata al lavoro e il titolare, preoccupato, ha avvertito i carabinieri. I militari hanno trovato la donna senza vita, con il volto pesantemente tumefatto: è stata uccisa a botte.
Nelle stesse ore in cui il cadavere veniva rinvenuto, il marito risultava già introvabile. Secondo gli investigatori, si sarebbe allontanato rapidamente a bordo di una Smart.
Un passato segnato da violenze
Le indagini hanno subito riportato alla luce il passato della coppia: l’uomo era stato arrestato per una serie di maltrattamenti culminati in un episodio in cui aveva aggredito la moglie impugnando un’ascia e minacciandola di morte.
Nel luglio scorso aveva patteggiato una condanna a un anno e dieci mesi, ma la donna, nonostante tutto, lo aveva riammesso in casa.
Il corso mai iniziato e le lacune del sistema
La pena era subordinata alla frequenza di un percorso per uomini maltrattanti della durata di un anno.
Secondo il legale dell’uomo, “non c’era posto nel centro indicato (Polo9)”, così Muslija aveva iniziato un percorso privato con uno psicologo, sostenendo solo due o tre incontri.
Lunedì si era presentato all’Ufficio di esecuzione penale esterna per parlare con le assistenti sociali e, secondo gli accordi, il programma stabilito dal tribunale sarebbe partito solo nella primavera 2026, oltre un anno dopo i fatti.
Il legale aveva sollecitato più volte gli uffici, sottolineando che un’attesa così lunga ne avrebbe compromesso l’efficacia.
Il cordoglio del sindaco: “Una ferita per tutta la comunità”
Il sindaco di Monte Roberto, Lorenzo Focante, ha espresso profondo dolore:
“Non abbiamo perso solo una concittadina: abbiamo perso una donna, una madre, una persona che aveva diritto alla serenità e alla vita”.
Ha definito la tragedia “una ferita che ci chiama alla responsabilità e al rifiuto radicale di ogni violenza, soprattutto quella che esplode dentro le mura domestiche”.

