Pubblicato il 21 Febbraio 2026
Il sorpasso su Giovanni Ferrero
Andrea Pignataro conquista il vertice della classifica dei patrimoni italiani, superando per la prima volta Giovanni Ferrero, che aveva mantenuto il primato per oltre quattro anni consecutivi.
Secondo la graduatoria in tempo reale elaborata da Forbes, il fondatore di Ion Group ha raggiunto un patrimonio stimato di 42,8 miliardi di dollari, superando di circa mezzo miliardo l’imprenditore piemontese.
Un passaggio di consegne dal forte valore simbolico: prima di lui, solo Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, era riuscito temporaneamente a interrompere il dominio di Ferrero.
Le radici e la formazione internazionale
Nato a Bologna nel 1970, Pignataro ha costruito il proprio percorso su una formazione solida e multidisciplinare. Dopo la laurea in economia nel capoluogo emiliano, si è trasferito nel Regno Unito per conseguire un dottorato in matematica presso l’Imperial College London.
L’unione tra competenze finanziarie e rigore matematico ha rappresentato la base della sua futura strategia imprenditoriale.
Conclusi gli studi, ha iniziato la carriera nella banca d’affari Salomon Brothers, poi confluita in Citigroup alla fine degli anni Novanta. È proprio in quell’ambiente globale e altamente competitivo che ha maturato l’esperienza decisiva per fondare la sua azienda.
La nascita e l’espansione di Ion Group
Nel 1999 Pignataro fonda Ion Group, realtà destinata a diventare uno dei principali operatori mondiali nel software, nelle infrastrutture tecnologiche e nei dati per la finanza.
Attraverso acquisizioni mirate e una crescita costante, il gruppo ha consolidato la propria posizione nei servizi dedicati a banche, mercati e istituzioni finanziarie.
Nonostante il successo internazionale, Pignataro mantiene un profilo estremamente riservato: pochissime interviste, rara esposizione pubblica e una presenza mediatica quasi assente.
Vita privata e grandi investimenti
Della sua sfera personale emergono pochi dettagli. È nota la passione per la vela e uno stile di vita lontano dai riflettori.
Nel tempo ha investito in modo significativo nel settore immobiliare, con proprietà distribuite tra Sankt Moritz, Londra, Milano, Pisa e la Sardegna.
Un segnale dei nuovi equilibri economici
L’ascesa di Pignataro non rappresenta soltanto un cambio al vertice della classifica dei miliardari italiani. È anche il riflesso di un’economia sempre più trainata da tecnologia, dati e servizi finanziari avanzati, settori capaci di generare valore su scala globale.
Il nuovo primato racconta la trasformazione del capitalismo italiano: meno centrato sull’industria tradizionale e sempre più orientato verso innovazione, infrastrutture digitali e mercati internazionali. Fonte: LaPresse

