Pubblicato il 27 Settembre 2025
Scoperta straordinaria nel Messinese
Sei anfore, di cui tre di grandi dimensioni e tre più piccole, risalenti a epoche diverse, sono state recuperate tra i rifiuti nel Messinese. A rinvenirle sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Messina, che hanno subito affidato i reperti al Parco Archeologico di Naxos Taormina, dove saranno esposti e valorizzati nel Museo Archeologico.
Il ritrovamento tra i sacchetti abbandonati
La scoperta è avvenuta durante un’operazione di polizia ambientale condotta dai militari della Compagnia di Taormina. In un’area adiacente al Torrente Santa Venera, nella frazione di Trappitello, i finanzieri hanno trovato, tra vecchi indumenti e materiale di scarto, alcuni sacchetti di plastica. All’interno, accuratamente avvolte in fogli di giornale e ancora ricoperte da sedimenti marini, si trovavano le sei anfore.
Il materiale è stato sequestrato e la Procura di Messina ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di dispersione di beni culturali.
Il valore storico delle anfore
La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina ha certificato, attraverso una perizia, l’importanza storica e archeologica dei reperti. In particolare:
- Le tre anfore più grandi sono state datate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
- Le tre anfore più piccole risalgono invece a un periodo compreso tra il 1600 e il 1800
Dopo aver ottenuto il nulla osta dall’autorità giudiziaria, le anfore sono state ufficialmente consegnate al Parco Archeologico, che ne curerà la conservazione e la fruizione pubblica.
Un patrimonio restituito alla comunità
Questa operazione rappresenta un esempio significativo di come la collaborazione tra forze dell’ordine e istituzioni culturali possa restituire alla collettività pezzi preziosi della propria storia. Reperti che, senza un tempestivo intervento, sarebbero andati irrimediabilmente perduti.

