Pubblicato il 22 Giugno 2025
Allarme annegamenti infantili: più del 50% dei casi avviene in piscina
In Italia, ogni anno si registrano circa 330 morti per annegamento, e oltre la metà delle vittime in piscina ha meno di 12 anni. Le cause principali sono spesso legate a momenti di distrazione da parte dei genitori, giochi in acqua profonda o cadute accidentali.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità
Secondo il secondo rapporto dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti, diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il 12% delle vittime totali ha meno di 18 anni. Il report è stato presentato in occasione del lancio di una campagna informativa realizzata con la collaborazione di 9 regioni italiane, che include un video rivolto ai genitori per correggere comportamenti a rischio. “Con un corretto approccio all’acqua e la giusta sorveglianza, molti rischi possono essere evitati”, ha affermato Andrea Piccioli, Direttore Generale dell’ISS. “Grazie alla collaborazione delle Regioni, possiamo diffondere messaggi chiave per una prevenzione più efficace”.
I numeri: giovani e maschi i più colpiti
Tra il 2017 e il 2021, secondo i dati ISTAT, sono morte 1.642 persone per annegamento in Italia. Di queste, 206 erano giovani tra 0 e 19 anni – circa 41 all’anno. Di particolare rilievo è il dato relativo ai maschi, che rappresentano l’81% dei decessi in età pediatrica.
Anche se la mortalità non aumenta in modo lineare con l’età, si evidenzia un picco nella fascia 1-4 anni, superiore perfino a quella 5-9 anni. Questo evidenzia la fragilità e l’elevato rischio nei primissimi anni di vita.
Supervisione assente o inefficace: un pericolo concreto
“L’acqua, anche se è solo una pozza o uno stagno, ha un’attrazione fatale per i bambini”, sottolinea Vincenzo Ferrara, curatore del rapporto. Bastano 20 secondi perché un bambino scompaia sott’acqua senza essere notato.
Uno studio condotto sugli adulti che sorvegliavano bambini ha rivelato che:
- Il 38% era distratto da conversazioni.
- Il 18% stava leggendo.
- Il 17% mangiava.
- L’11% parlava al telefono.
Falsi miti tra i genitori
Molti genitori nutrono credenze errate sulla sicurezza in acqua:
- Il 48% credeva che avrebbero sentito il bambino piangere o fare rumore in caso di difficoltà.
- Il 56% riteneva che la supervisione spettasse principalmente al bagnino.
- Il 32% ammette di lasciare il proprio bambino incustodito in piscina per più di due minuti.
Prevenzione: i consigli chiave del video educativo
Il video della campagna, realizzato con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia, contiene consigli fondamentali per la prevenzione:
- Fare il bagno solo in acque sorvegliate.
- Evitare la balneazione con mare mosso.
- Seguire sempre le indicazioni dei bagnini.
- Educare i bambini all’acquaticità fin da piccoli.
- Non tuffarsi subito dopo mangiato o dopo lunga esposizione al sole.
- Tuffarsi solo in acque con profondità adeguata, mai da scogliere basse o rischiose.
La prevenzione
L’annegamento resta una delle principali cause di morte accidentale tra i bambini in Italia, ma una maggiore consapevolezza e attenzione possono salvare vite. La prevenzione parte da una corretta supervisione, dall’educazione all’acqua e dalla condivisione di buone pratiche tra famiglie, istituzioni e territori.

