Pubblicato il 31 Gennaio 2026
L’allarme del presidente Dipietro tra migrazioni, criminalità e fragilità sociali
Il distretto giudiziario di Catania continua a distinguersi come una delle aree più esposte d’Italia ai flussi migratori e, soprattutto, al fenomeno della devianza minorile. A lanciare l’allarme è il presidente facente funzione della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, nella relazione presentata per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario.
Secondo il magistrato, la devianza giovanile nasce e si sviluppa in contesti di forte degrado sociale, spesso sottoposti all’influenza della criminalità organizzata, aggravati da una struttura amministrativa debole e carente di servizi di prevenzione e di accompagnamento educativo.
Dispersione scolastica e devianza: un legame diretto
Dipietro sottolinea come gli altissimi livelli di devianza minorile siano strettamente connessi ai dati allarmanti sull’abbandono e sulla dispersione scolastica. Nel distretto giudiziario etneo, il tasso di dispersione resta infatti drammaticamente elevato, coinvolgendo migliaia di bambini e adolescenti tra i 6 e i 18 anni.
Molti di questi minori sfuggono all’obbligo scolastico e formativo, finendo per alimentare il lavoro nero o essere risucchiati dalla criminalità comune e organizzata. Un fenomeno che, per dimensioni e incidenza, colloca il distretto ai vertici delle classifiche nazionali.
Numeri da “Guinness dei primati”
I dati sulla devianza giovanile, evidenzia il presidente della Corte d’appello, sono paragonabili a un vero e proprio “Guinness dei primati”, tanto da posizionare il distretto giudiziario minorile di Catania tra i primi in Italia in rapporto alla popolazione residente.
Il ruolo del Tribunale per i minorenni e il cambio di passo
Il Tribunale per i minorenni di Catania, grazie al suo ruolo istituzionale, rappresenta un osservatorio privilegiato sulle dinamiche familiari, sociali e criminali del territorio. Negli ultimi anni, ricorda Dipietro, l’ente ha rafforzato il dialogo con le istituzioni locali e promosso numerose iniziative concrete.
Un momento chiave è stato il 15 gennaio 2021, con la sottoscrizione di un accordo tra le pubbliche amministrazioni per prevenire la devianza giovanile nella città metropolitana e con la nascita dell’Osservatorio di monitoraggio della condizione minorile, istituito in Prefettura anche su impulso del Tribunale. Un percorso che ha segnato un evidente cambio di passo.
Sostegni economici come strumento educativo
Tra le azioni indicate per contrastare un fenomeno in costante aggravamento, ulteriormente esposto ai rischi legati alla crisi economica post-emergenza sanitaria, la relazione evidenzia l’uso mirato dei benefici economici e previdenziali.
Questi strumenti, se correttamente indirizzati, possono diventare leve fondamentali per combattere la povertà educativa e ridurre la dispersione scolastica, contribuendo a interrompere il circolo vizioso che alimenta la devianza giovanile nel territorio etneo.

