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Anziana uccisa in casa a Genova, arrestato il figlio: dice di non ricordare nulla

Pubblicato il 9 Marzo 2026

La vittima è Maria “Mariuccia” Marchetti

Una donna di 86 anni è stata trovata morta nella sua abitazione a Genova, colpita con diverse coltellate. La vittima è Maria “Mariuccia” Marchetti, residente in un appartamento di via San Felice, nel quartiere di Molassana, dove viveva insieme al figlio minore.

Proprio il figlio, Fabio Fibrini, 52 anni, è al momento l’unico sospettato ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato. L’uomo è stato trovato dagli agenti accanto al corpo della madre con i vestiti sporchi di sangue e agli inquirenti avrebbe dichiarato di non ricordare nulla di quanto accaduto, parlando di un “vuoto mentale”.

L’allarme lanciato dall’altro figlio

A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine è stato l’altro figlio della donna, un uomo di 62 anni, preoccupato perché da alcuni giorni non riusciva a mettersi in contatto con la madre.

Quando gli agenti sono entrati nell’abitazione hanno trovato l’anziana priva di vita, con numerose ferite provocate da un’arma da taglio. All’interno della casa si trovava anche il figlio minore della vittima, che indossava abiti macchiati di sangue.

Non è ancora chiaro quanto tempo sia trascorso tra la morte della donna e il ritrovamento del corpo. Sarà l’autopsia a stabilire con precisione l’orario del decesso e a fornire elementi utili sulla dinamica dell’omicidio, ad esempio se la vittima sia stata colpita alle spalle o se abbia tentato di difendersi.

Durante i rilievi gli investigatori hanno sequestrato un coltello, che verrà analizzato per verificare se si tratti dell’arma utilizzata nel delitto. Sono stati inoltre acquisiti i telefoni della vittima e del figlio, oltre agli abiti insanguinati dell’uomo.

Possibile perizia psichiatrica

Secondo quanto riferito da alcuni vicini di casa, Fabio Fibrini sarebbe stato considerato una persona problematica. In passato, raccontano, le forze dell’ordine erano già intervenute perché l’uomo si era barricato in casa.

Sempre stando alle testimonianze raccolte, il 52enne sarebbe stato seguito da un centro di salute mentale, elemento che potrebbe portare gli inquirenti a valutare una eventuale perizia psichiatrica.

Durante l’interrogatorio l’uomo, assistito dagli avvocati Roberta Barbanera e Giorgio Zunino, è apparso molto provato. Ha lamentato un forte mal di testa e ha ripetuto di non ricordare nulla delle ultime ore, parlando di un totale “vuoto mentale” rispetto a quanto accaduto.

Al termine dell’interrogatorio è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato ed è ora in attesa della decisione del giudice per la convalida del fermo.

I legali della difesa hanno definito la vicenda “una grande tragedia che ha colpito un intero nucleo familiare”.

Nella foto: il luogo del ritrovamento del cadavere

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