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Appello per Gaza: 35 ex ambasciatori chiedono a Meloni il riconoscimento dello Stato di Palestina

Pubblicato il 27 Luglio 2025

“Non è più il tempo dell’ambiguità: è il momento di agire”

Trentacinque ex ambasciatori italiani, tra cui figure di spicco della diplomazia come ex rappresentanti presso l’UE, la NATO, Cina, Regno Unito e Russia, hanno indirizzato una lettera aperta alla premier Giorgia Meloni, esortandola a compiere un passo politico concreto e immediato: riconoscere lo Stato di Palestina.

Un gesto non simbolico, ma politico

Gli ex diplomatici definiscono la proposta come “un’iniziativa urgente e di alto significato politico”, da realizzare prima della Conferenza internazionale per la soluzione dei due Stati. Non si tratta, sottolineano, di un atto simbolico, bensì di una presa di posizione chiara in un momento storico in cui “non sono più possibili ambiguità o collocazioni intermedie”.

Denuncia delle violenze a Gaza: “Non più giustificazioni”

Nella lettera, i firmatari condannano duramente l’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza, evidenziando come gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 non giustifichino la risposta israeliana, che ha colpito in modo sproporzionato la popolazione civile.

“Non si tratta più di autodifesa”, scrivono, ma di una condotta che può essere definita pulizia etnica e che è attualmente sotto esame presso la Corte Internazionale di Giustizia per possibile genocidio.

Gravi violazioni dei diritti umani

Gli ex ambasciatori puntano il dito contro le continue violazioni del diritto internazionale e umanitario, che hanno causato migliaia di vittime innocenti, tra cui bambini, donne, anziani e malati. Vengono denunciati:

  • Crimini di guerra e contro l’umanità
  • Distruzione sistematica delle infrastrutture civili, come ospedali, scuole e campi profughi
  • Ostacoli all’accesso umanitario e alla presenza delle ONG internazionali
  • Spostamenti forzati della popolazione, senza alcuna zona sicura

“Le parole non bastano più: servono azioni diplomatiche”

Pur riconoscendo il valore delle recenti dichiarazioni ufficiali da parte di 30 ministri degli Esteri europei, i firmatari ribadiscono che “non bastano più le parole”. L’Italia, sostengono, deve adottare misure diplomatiche concrete, come:

  • Sospendere ogni cooperazione militare e nel settore della difesa con Israele
  • Sostenere in sede UE sanzioni individuali contro ministri israeliani che favoriscono violenza dei coloni e insediamenti illegali
  • Appoggiare la sospensione dell’Accordo di associazione tra UE e Israele

Il cuore dell’appello: riconoscere lo Stato di Palestina

Il punto centrale della lettera è la richiesta urgente di riconoscere formalmente lo Stato di Palestina. Secondo i diplomatici, questa scelta confermerebbe che l’Italia non considera “due popoli, due Stati” solo uno slogan vuoto, ma un percorso negoziale serio e prioritario.

Le relazioni diplomatiche con Israele, avvertono, dovranno dipendere da questa prospettiva. In caso di annessione di territori palestinesi, si auspica una radicale revisione dei rapporti bilaterali.

Una voce autorevole per la pace

Nel concludere la lettera, gli ex ambasciatori richiamano il loro impegno di una vita per la pace, il dialogo e i valori della Costituzione italiana. “Non possiamo restare in silenzio”, scrivono, di fronte alla “sistematica negazione dei principi fondamentali della diplomazia e della convivenza internazionale”.

Firmatari (in ordine alfabetico): Aldo Amati, Antonio Armellini, Marco Baccin, Piero Benassi, Mario Boffo, Alberto Bradanini, Giovanni Brauzzi, Rocco Cangelosi, Ino Cassini, Rosanna Coniglio, Antonio D’Andria, Vincenzo De Luca, Anna Della Croce, Roberto Di Leo, Pasquale Ferrara, Giovanni Ferrero, Giovanni Germano, Luca Giansanti, Aldo Mantovani, Maurizio Melani, Andrea Meloni, Elio Menzione, Laura Mirachian, Enrico Nardi, Ferdinando Nelli Feroci, Claudio Pacifico, Angelo Persiani, Michelangelo Pipan, Cristina Ravaglia, Lucio Alberto Savoia, Stefano Starace Janfolla, Stefano Stefanini, Pasquale Quito Terracciano, Carlo Trezza, Gianfranco Varvesi.

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