Pubblicato il 3 Dicembre 2025
La protesta violenta contro i lavori pubblici
Per lui quel cantiere rappresentava un “torto” da fermare a ogni costo. Così, lo scorso venerdì, Pasquale Alampi – pluripregiudicato, già noto alle forze dell’ordine e seguito in passato dal centro di salute mentale – ha deciso di passare all’azione appiccando due incendi dolosi a pochi minuti di distanza: uno nel Comune di Gioia Tauro e l’altro nel cantiere della nuova pista ciclabile.
Secondo la ricostruzione della polizia, nel pomeriggio del 28 novembre l’uomo ha prima incendiato un container adibito a deposito attrezzi, situato nell’area del cantiere. Subito dopo si è spostato in auto verso l’ufficio tributi del Comune, dove – sotto le telecamere e in orario di apertura al pubblico – ha cosparso i locali di benzina, scatenando un rogo che ha causato ingenti danni e l’evacuazione immediata dei dipendenti.
L’assalto ripreso dalle telecamere
Le immagini della videosorveglianza interna hanno consentito agli agenti del commissariato di Gioia Tauro di individuarlo e arrestarlo in breve tempo. L’arresto è stato poi convalidato dal giudice, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Davanti agli investigatori, Alampi ha confessato, continuando però a lamentarsi dei presunti disagi provocati dai lavori per la pista ciclabile. Avrebbe agito, a suo dire, come gesto di protesta contro un cantiere che riteneva “infastidiente”.
La reazione delle istituzioni locali
Il gesto ha suscitato una forte indignazione. La sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ha parlato di un atto di “sfrontatezza inaccettabile”, sottolineando come simili episodi alimentino un clima di intimidazione e odio incompatibile con una comunità democratica.
Nell’immagine: l’incendio appiccato nel Comune di Gioia Tauro

