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Approvata la Legge Montagna: 200 milioni di euro per le zone alpine, ma scoppia la polemica sulla caccia

Pubblicato il 11 Settembre 2025

Obiettivi del ddl Montagna

Il ddl Montagna, promosso dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, è stato approvato in via definitiva con l’intento di favorire lo sviluppo economico e sociale delle aree montane. La legge prevede uno stanziamento di 200 milioni di euro all’anno per il periodo 2025-2027, destinati a sanità, istruzione e misure contro lo spopolamento, oltre alla valorizzazione dell’ambiente e della biodiversità.

La novità sulle norme venatorie

All’interno del testo approvato, tuttavia, sono stati inseriti due articoli che riguardano la caccia nei valichi montani e l’abbattimento dei lupi, suscitando critiche da parte degli ambientalisti.

  • Articolo 15: introdotto con emendamento del leghista Bruzzone, permette la caccia nei valichi montani, dove prima vigeva il divieto per proteggere le rotte migratorie dell’avifauna. La Federazione Italiana della Caccia ha accolto positivamente la norma, definendola un modo per ristabilire chiarezza sulla regolamentazione venatoria.
  • Articolo 13: consente la definizione annuale, a livello regionale o provinciale, del tasso massimo di prelievi di lupi, sfruttando la possibilità prevista dall’Unione Europea dopo il declassamento della specie.

La posizione del governo

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato che il ddl introduce strumenti per regolare in modo efficace la caccia nei valichi montani, rispettando la direttiva Uccelli dell’UE e salvaguardando natura e fauna.

La protesta dei 5 Stelle

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, ha criticato duramente il provvedimento: “È un colpo basso“, ha dichiarato a Fanpage.it, denunciando che il ddl favorirebbe le lobby venatorie e il ricambio generazionale dei cacciatori. Secondo Naturale, gli articoli sulla caccia non hanno nulla a che fare con lo sviluppo montano, e l’intento sarebbe quello di incoraggiare l’acquisto di armi e fucili, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini: “Il limite nei boschi e sulle montagne esisterà solo per chi vorrà andarci per fare foto, perché rischia di prendersi un proiettile“.

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