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Arbitro quindicenne aggredito dopo una partita Under 16 a Ginosa

Pubblicato il 8 Dicembre 2025

Calci e pugni dopo un’espulsione contestata

Una violenta aggressione ai danni di un arbitro minorenne di 15 anni ha segnato la fine della gara Ginosa–Hellas Laterza, valida per il campionato Allievi provinciali Under 16 e conclusa 3-0 per i padroni di casa. L’espulsione di un giocatore, non accolta positivamente da chi aveva assistito al match, avrebbe innescato la brutale reazione.

L’assalto nel tunnel degli spogliatoi

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione è avvenuta mentre il giovane direttore di gara stava rientrando negli spogliatoi. Da dietro il tunnel sarebbe sbucato un tesserato dell’Hellas Laterza, ancora in divisa, che avrebbe colpito l’arbitro con cinque pugni al volto e un calcio al ginocchio.

Il ragazzo è stato trasportato al pronto soccorso e dimesso in serata: ha riportato ferite a volto e gambe, con una prognosi di 20 giorni. L’atleta responsabile dell’aggressione è stato immediatamente messo fuori rosa.

La condanna dell’AIA: “Vergogna per il calcio italiano”

L’episodio, il secondo simile in pochi giorni dopo quello avvenuto in Calabria, è stato duramente condannato dall’Associazione Italiana Arbitri. In una nota, l’AIA definisce l’accaduto “inaccettabile”, denunciando come la violenza continui a colpire giovani impegnati a far rispettare le regole, lasciando l’Associazione “di fatto sola” nel contrastare questa deriva.

L’AIA chiede una presa di responsabilità immediata da parte di istituzioni sportive, società e famiglie, invocando risposte dure e tempestive prima che si verifichino conseguenze ancora più gravi.

Zappi: “Non resteremo inermi davanti a questo scempio”

Il presidente Antonio Zappi, insieme al Comitato Nazionale e ai presidenti regionali, ha espresso profonda indignazione, sottolineando che l’Associazione non intende assistere passivamente a episodi di tale gravità, nonostante le sanzioni penali inasprite negli ultimi anni.

Secondo Zappi, chi non prova vergogna per episodi del genere “manca di rispetto anche verso sé stesso”, e il silenzio rischia di trasformarsi in complicità. L’AIA fa sapere che dalla base associativa arriva un grido di dolore che chiede di porre fine a questa situazione che rappresenta una vera umiliazione per il calcio italiano, e annuncia che nei prossimi giorni verranno valutate azioni concrete per contrastare la violenza contro gli arbitri.

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