Pubblicato il 23 Novembre 2025
Controllo della Squadra Mobile e scoperta della droga
La Polizia di Stato ha arrestato nei giorni scorsi una donna di 50 anni, originaria di Catania, trovata alla guida di un’auto completamente modificata per trasportare hashish, con la sostanza nascosta in più punti del veicolo.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Catania, impegnati nelle costanti attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti sul territorio. Dopo un’attività info-investigativa, i poliziotti hanno monitorato i movimenti della donna fino a intervenire in una zona della provincia, dove il veicolo è stato intercettato e bloccato per un controllo mirato.
I sospetti durante il controllo
Fin dai primi momenti la donna è apparsa nervosa e poco collaborativa, atteggiamento che ha spinto gli agenti a procedere con un’accurata perquisizione del veicolo.
Durante l’ispezione sono state notate anomalie nelle bocchette dell’aria, un particolare che ha insospettito i poliziotti, esperti nelle tecniche usate dai trafficanti per occultare la droga. Le bocchette presentavano infatti viti non originali, indizio della presenza di un vano ricavato artigianalmente.
Il primo ritrovamento: 17 chili di hashish
Smontata la parte anteriore del cruscotto, i poliziotti hanno rinvenuto numerosi panetti di hashish nascosti in un incavo creato appositamente. In totale sono stati sequestrati 34 involucri, per un peso complessivo di circa 17 chili.
Il doppiofondo elettronico e il secondo carico
Con l’intervento dell’unità cinofila della Questura è stato individuato un sofisticato doppiofondo, accessibile tramite un meccanismo elettronico. Al suo interno gli agenti hanno scoperto e sequestrato altri 68 panetti di hashish, pari a 35 chili di sostanza.
Arresto e misure cautelari
Al termine delle operazioni, la donna è stata arrestata – nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotta in carcere. L’arresto è stato poi convalidato dal Giudice per le indagini preliminari, che ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere.

