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Arrestati 3 uomini a Catania per un caso di tortura legato allo spaccio – VIDEO

Pubblicato il 8 Luglio 2025

Operazione dei Carabinieri su Delega della Procura

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa, su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti accusati di un gravissimo episodio di tortura.

I destinatari del provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, sono:

  • Cristian Rungo, nato nel 2000
  • Paolo Simone Scuderi, nato nel 1989
  • Orazio Guerino, nato nel 2003

I tre sono gravemente indiziati, sebbene in una fase in cui la difesa non ha ancora potuto esercitare pienamente i propri diritti, di aver commesso il reato di tortura (art. 613-bis c.p.) in concorso tra loro.

Indagini Partite da Informazioni Riservate

L’attività investigativa ha preso il via all’inizio di giugno 2025, dopo la ricezione di informazioni riservate ritenute attendibili, che hanno trovato immediato riscontro grazie a mirati interventi condotti nel quartiere Villaggio Sant’Agata, noto per essere da tempo teatro di attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Prove Chiave: I Video Sequestrati dallo Smartphone

Durante le indagini, i Carabinieri hanno sequestrato lo smartphone in uso a Cristian Rungo, che si trovava già agli arresti domiciliari per un’altra vicenda.
Attraverso una complessa estrazione forense dei dati in modalità “full file system”, sono state recuperate registrazioni video risalenti al 29 maggio 2025, oltre a ulteriori fotogrammi che documentano la violenza commessa.

La Ricostruzione dei Fatti

Secondo quanto emerso, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, i tre uomini avrebbero partecipato a una brutale aggressione ai danni di una persona coinvolta nello spaccio, avvenuta in una stalla abusiva.

La vittima sarebbe stata legata a una sedia, percossa con un frustino e con le mani nude, nonché costretta a subire la rasatura del capo e delle sopracciglia.
Tutto ciò come forma di punizione per un presunto ammanco di denaro legato all’attività di spaccio.

Misura Cautelare in Carcere

Alla luce degli elementi raccolti e della gravità della condotta, la Procura ha richiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere, motivata anche dalla pericolosità dei soggetti coinvolti e dal rischio concreto di reiterazione del reato.

Dopo l’adozione dei provvedimenti previsti, i tre sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza.

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