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Artemis II compie il giro attorno alla luna: missione storica

Pubblicato il 7 Aprile 2026

Un giorno decisivo nello spazio

È stata la giornata più attesa della missione Artemis II, quella che ha segnato un momento storico per l’esplorazione spaziale. L’equipaggio ha raggiunto la massima distanza dalla Terra mai toccata da esseri umani a bordo di un veicolo spaziale, accompagnando questo traguardo con il passaggio ravvicinato alla Luna e l’osservazione diretta del suo lato nascosto.

A bordo della capsula Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno superato il precedente record stabilito dall’equipaggio di Apollo 13.

Il nuovo record di distanza dalla Terra

Il 6 aprile alle 19:02 (EDT), la missione ha scritto una nuova pagina di storia: gli astronauti hanno raggiunto 252.756 miglia (circa 406.000 km) dalla Terra, superando di oltre 4.100 miglia il primato del 1970.

Un risultato che conferma il ritorno dell’esplorazione umana nello spazio profondo dopo oltre mezzo secolo.

Preparativi e momenti simbolici

La giornata cruciale è iniziata presto, con l’accensione del motore del Modulo di Servizio Europeo, necessaria per perfezionare la traiettoria verso la Luna.

Particolarmente toccante il messaggio registrato dall’astronauta Jim Lovell, figura storica delle missioni Apollo:
un saluto simbolico che ha collegato passato e presente dell’esplorazione spaziale, invitando l’equipaggio a godersi quell’esperienza unica.

Gli astronauti hanno inoltre proposto di assegnare nomi a due crateri lunari: “Integrity”, come la loro capsula, e “Carroll”, in memoria della moglie del comandante Wiseman.

Test tecnologici e attività scientifiche

Durante la missione sono state testate le nuove tute spaziali Ocss (Orion Crew Survival System), progettate per garantire la sopravvivenza fino a sei giorni anche in condizioni critiche. Gli astronauti ne hanno verificato comfort, resistenza e funzionalità nelle operazioni quotidiane.

La fase di osservazione lunare ha richiesto circa sette ore di lavoro, durante le quali sono stati analizzati 35 punti di interesse, tra cui:

  • i siti di allunaggio delle missioni Apollo 12 e 14
  • il Mare Orientale, uno dei più grandi crateri lunari
  • il cratere Hertzsprung, con un diametro di circa 600 km

Durante il passaggio sul lato nascosto della Luna si è verificato il previsto blackout delle comunicazioni, durato circa 40 minuti.

Emozioni nello spazio profondo

Dopo il ripristino dei contatti, l’astronauta Christina Koch ha sottolineato un concetto chiave:
“Non stiamo lasciando la Terra: torneremo, costruiremo e continueremo a esplorare”.

Uno dei momenti più suggestivi è stato l’avvistamento di un’eclissi, con la Luna che ha oscurato il Sole durante il volo.

Il viaggio di ritorno

Terminate le osservazioni alle 3:20 (ora italiana), la navetta Orion ha iniziato la fase di rientro. Alle 8:25 ha lasciato l’influenza gravitazionale lunare, segnando l’inizio del viaggio verso la Terra.

L’ammaraggio è previsto al largo di San Diego il 10 aprile, concludendo una missione di circa dieci giorni.

Le congratulazioni degli Stati Uniti

Il presidente Donald Trump ha contattato direttamente gli astronauti, definendoli “pionieri dei tempi moderni” e sottolineando come abbiano reso orgogliosa l’intera nazione.

Durante la conversazione ha chiesto dettagli sull’esperienza nello spazio, in particolare sul lato nascosto della Luna e sulla perdita di comunicazioni. Il comandante Victor Glover ha raccontato di aver continuato il lavoro scientifico anche in quel momento critico.

Un riconoscimento è arrivato anche per la collaborazione internazionale: Jeremy Hansen ha evidenziato l’importanza della cooperazione tra Stati Uniti e Canada, definendola un esempio di obiettivi condivisi per l’umanità.

Trump ha infine invitato l’equipaggio alla Casa Bianca, celebrando una missione che segna una nuova era nell’esplorazione spaziale.

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