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Bari

Assolto l’imprenditore Sebastiano Scuto: per la Cassazione il reato è prescritto

Pubblicato il 1 Novembre 2025

L’ex “re dei supermercati” siciliano vede cadere la condanna a due anni per associazione mafiosa

La Sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’appello di Catania che aveva condannato Sebastiano Scuto, noto come l’ex “re dei supermercati” in Sicilia, a due anni di reclusione per associazione mafiosa.

La Suprema Corte ha stabilito che il reato contestato è estinto per intervenuta prescrizione, ponendo così fine a un procedimento durato quasi tre decenni.

La soddisfazione della difesa

I legali di Scuto, i professori Giovanni Grasso e Franco Coppi, hanno espresso “grande soddisfazione per la decisione che accoglie il primo dei motivi di ricorso presentati dalla difesa”.

In una nota, i penalisti hanno sottolineato che la Cassazione ha ritenuto sufficiente il materiale processuale per decidere senza un nuovo rinvio a giudizio, segnando così la chiusura di un iter giudiziario durato ventotto anni.

Secondo la difesa, questa lunga vicenda ha comportato “gravi sofferenze personali per Sebastiano Scuto” e “danni rilevanti per le sue imprese”, che negli anni Duemila rappresentavano una delle principali realtà della grande distribuzione in Sicilia.

Nuovi passi legali in vista

Il professor Grasso ha annunciato che la difesa intende ora avviare una nuova fase giudiziaria, puntando a una revisione del processo e a un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Obiettivo dichiarato: ottenere il riconoscimento pieno dell’innocenza di Scuto, che – secondo la difesa – “è stato soltanto vittima delle intimidazioni del clan Laudani”, e non partecipe delle sue attività criminali.

Con la decisione della Cassazione, si chiude dunque un capitolo giudiziario lungo 28 anni, ma la battaglia legale di Sebastiano Scuto potrebbe non essere ancora finita.

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