Pubblicato il 14 Luglio 2025
Un piano definito “record” dal Ministero dell’Istruzione
Per l’anno scolastico 2025-2026 sono previste oltre 54.000 nuove immissioni in ruolo tra i docenti, un numero che il Ministero dell’Istruzione e del Merito definisce senza precedenti. Il ministro Giuseppe Valditara ha firmato il decreto che stabilisce le nuove assunzioni: si tratta di 48.504 insegnanti, di cui 13.860 sul sostegno, ai quali si aggiungeranno 6.022 docenti di religione cattolica, grazie al concorso bandito nel 2024.
Molti dei futuri assunti arrivano da lunghi anni di precariato, e per il governo si tratta di un passo importante verso la stabilizzazione del corpo docente. Tuttavia, l’ottimismo del ministero non trova riscontro nei sindacati, che continuano a segnalare gravi criticità.
Focus sul sostegno: priorità alla continuità didattica
Particolare attenzione è stata riservata ai posti di sostegno, ambito particolarmente critico in termini di stabilità e continuità. I posti non assegnati tramite concorso verranno attribuiti ai docenti specializzati della prima fascia delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze).
In caso di esaurimento delle cattedre nella propria provincia, i candidati potranno partecipare all’assegnazione in altre province o regioni. «Puntiamo a garantire maggiore stabilità agli insegnanti e continuità agli studenti, soprattutto quelli più fragili», ha dichiarato Valditara, sottolineando inoltre che l’inserimento dei docenti di religione rappresenta il più significativo degli ultimi vent’anni.
Sindacati in allerta: “Il precariato resta il vero problema”
I principali sindacati della scuola accolgono il piano con riserva, evidenziando che le nuove assunzioni non bastano a risolvere l’emergenza del precariato, che secondo la CGIL coinvolge fino a 200.000 insegnanti. Anche i dati del Ministero parlano di oltre 150.000 precari attualmente in servizio.
Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, afferma: «Molti dei nuovi assunti sono già attivi come supplenti. È necessario incrementare le immissioni sul sostegno. Il rischio, come già avvenuto in passato, è che molte cattedre restino vacanti per assenza di candidati».
Giuseppe D’Aprile, segretario della Uil Scuola, aggiunge: «Il precariato è raddoppiato dal 2015, passando da 126.679 a quasi 286.000 contratti a termine. Questo non è un momento di transizione: è un sistema che si fonda ormai sul lavoro precario».
La richiesta: un piano straordinario di stabilizzazione
I sindacati chiedono al governo un intervento strutturale e duraturo, che comprenda:
- La trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto
- Il pieno utilizzo di tutte le graduatorie esistenti, inclusi gli idonei
- Un piano straordinario di assunzioni, per dare certezze al personale docente e garantire continuità educativa agli studenti

