Pubblicato il 28 Febbraio 2026
Raid di Stati Uniti e Israele, tensione altissima nella regione
È mistero sulla sorte della Guida Suprema iraniana Alì Khamenei, poche ore dopo l’avvio degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran.
Secondo un alto funzionario israeliano, intervistato dall’emittente pubblica Channel 1, il leader 86enne – al potere dal 1989 – sarebbe rimasto ucciso sotto i bombardamenti. “Saremmo sorpresi di vederlo comparire in diretta. Secondo le nostre valutazioni non è più in vita, ma attendiamo conferme definitive”, ha dichiarato la fonte, rimasta anonima.
Anche un’altra fonte citata da N12 sostiene che Khamenei “molto probabilmente non è sopravvissuto” agli attacchi.
La smentita di Teheran: “È ancora vivo”
Da Teheran arriva però una netta smentita. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, intervistato da NBC News, ha dichiarato: “Per quanto ne sappia, è ancora vivo”.
Araghchi ha confermato che nei raid sarebbero morti “due comandanti”, ma ha assicurato che i vertici della leadership iraniana sono sopravvissuti. La stessa NBC precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente le affermazioni del ministro. Poco dopo, la televisione di Stato iraniana Al-Alam TV ha annunciato che Khamenei potrebbe intervenire pubblicamente a breve.
Colpiti i sistemi di difesa iraniani, proteste nel Golfo
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato “un attacco su larga scala” contro i sistemi di difesa iraniani, inclusi impianti nell’area di Kermanshah, nell’Iran occidentale.
La crisi si è rapidamente estesa all’intero Golfo. L’Arabia Saudita ha denunciato attacchi iraniani contro la capitale Riad e la regione orientale del Paese, annunciando di riservarsi il diritto a una risposta, anche militare.
In una nota congiunta, Francia, Regno Unito e Germania hanno condannato gli attacchi iraniani nel Golfo e invitato Teheran a perseguire una soluzione negoziata.
Londra non partecipa ai raid, ma schiera la Raf
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha precisato in un breve discorso alla nazione che il Regno Unito non ha preso parte ai bombardamenti. Tuttavia, ha confermato che aerei della Royal Air Force sono stati inviati nei cieli del Medio Oriente per operazioni difensive a tutela di Paesi alleati colpiti dalla risposta iraniana, in quanto ospitano basi militari statunitensi.
Starmer ha ribadito, insieme a Francia e Germania, l’appello a evitare qualsiasi “ulteriore escalation” nella regione.
Washington prepara nuovi attacchi, Congresso diviso
A Washington cresce l’attesa per un intervento del presidente Donald Trump alla nazione. Secondo quanto riportato dalla CNN, i piani americani prevederebbero una serie di raid intervallati da pause per valutare i danni.
La decisione ha però innescato forti tensioni al Congresso. Il Segretario di Stato Marco Rubio avrebbe informato Capitol Hill solo all’ultimo momento. I democratici parlano apertamente di “atto di guerra non autorizzato”, mentre emergono malumori anche tra i repubblicani.
Secondo le ricostruzioni, la gestione operativa dei raid sarebbe stata coordinata dalla residenza di Mar-a-Lago, dove il presidente si trovava, anziché dalla Casa Bianca.
Onu e Unione europea in campo
Le Nazioni Unite hanno convocato per le 16 di New York (le 22 in Italia) una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, su richiesta di Russia e Cina.
Per domani, 1 marzo, è prevista una riunione straordinaria dei rappresentanti permanenti dei 27 dell’Unione europea. La presidenza di turno cipriota convocherà inoltre un incontro virtuale del gruppo Affari consolari per valutare la situazione dei cittadini europei nell’area.
Anche in Italia è stata indetta una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, con la partecipazione di forze di polizia e intelligence, per monitorare possibili ripercussioni sulla sicurezza interna. Fonte: Ansa

