Pubblicato il 7 Marzo 2025
La recente pioggia di missili russi sull’Ucraina ha avuto ripercussioni fino a Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reagito duramente al massiccio attacco con razzi e droni che ha colpito infrastrutture strategiche ucraine, minacciando nuove sanzioni finanziarie e tariffe commerciali contro Mosca, condannando apertamente i continui bombardamenti.
La risposta di Trump: nuove sanzioni in vista?
Dallo Studio Ovale è arrivato un messaggio tramite Truth Social, in cui il presidente ha espresso la sua preoccupazione per l’intensificarsi degli attacchi russi. “Visto che la Russia sta colpendo pesantemente l’Ucraina sul campo di battaglia in questo momento, sto valutando l’imposizione di sanzioni bancarie e tariffe economiche su larga scala contro la Russia, fino al raggiungimento di un cessate il fuoco e di un accordo di pace definitivo“.
Trump ha inoltre sollecitato i presidenti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin a velocizzare le trattative per porre fine al conflitto. “Alla Russia e all’Ucraina: sedetevi subito al tavolo delle trattative, prima che sia troppo tardi”.

Perché Trump minaccia ora nuove sanzioni?
La decisione di Trump di ipotizzare nuove misure restrittive nei confronti della Russia giunge poco dopo la diffusione di un’indiscrezione da parte dell’agenzia di stampa Reuters, secondo cui la Casa Bianca stava valutando un possibile allentamento delle sanzioni su Mosca. Questa mossa sarebbe stata interpretata come un segnale di apertura da parte dell’amministrazione americana per migliorare i rapporti diplomatici ed economici con il Cremlino.
La Russia, uno dei principali esportatori mondiali di petrolio, è soggetta a sanzioni da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali, compresa l’Unione Europea, in risposta all’invasione dell’Ucraina avvenuta nel febbraio 2022.
Le sanzioni attuali e il loro impatto
Le misure restrittive adottate dagli Stati Uniti contro la Russia mirano in gran parte a limitare i profitti derivanti dall’export di petrolio e gas, con l’imposizione di un tetto di 60 dollari al barile sul greggio russo. Anche l’ex presidente Joe Biden aveva adottato una linea dura nei confronti di Mosca, imponendo sanzioni contro le compagnie energetiche russe e le navi coinvolte nel trasporto del petrolio. L’ultima stretta, la più severa tra quelle attuate da Washington, è stata introdotta il 10 gennaio, poco prima che Biden lasciasse la presidenza.

