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Attentato esplosivo del 2024 sventato a Palagonia: arrivano le condanne in primo grado

Pubblicato il 7 Aprile 2026

La sentenza della Corte di Assise di Catania

La Corte di Assise di Catania ha emesso le sentenze di primo grado relative al grave attentato dinamitardo sventato a Palagonia nel marzo 2024.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Caltagirone e condotte dai Carabinieri della Compagnia locale, hanno consentito di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nella notte del 3 marzo 2024 in via Fornelli.

Il movente: una vendetta tra famiglie

Secondo quanto emerso durante il processo, l’azione sarebbe stata pianificata come ritorsione nei confronti di una famiglia del luogo.

Alla base del gesto ci sarebbe un regolamento di conti legato a vicende precedenti: un parente delle vittime risultava infatti detenuto per un tentato omicidio, poi sfociato nella morte, del fratello di uno degli imputati.

Il piano dell’attentato

Gli investigatori hanno ricostruito che i responsabili avrebbero agito con un piano preciso:

  • un’auto rubata parcheggiata davanti all’abitazione presa di mira
  • due bombole di GPL collocate all’interno del veicolo
  • strada cosparsa di liquido infiammabile e incendio appiccato intenzionalmente

Dopo aver innescato il fuoco, gli autori si sarebbero allontanati per poi tornare poco dopo, con un altro mezzo, per verificare gli effetti dell’esplosione.

La tragedia evitata e l’intervento dei soccorsi

Il piano avrebbe potuto causare conseguenze gravissime per la sicurezza pubblica, ma è stato sventato grazie alla segnalazione tempestiva dei residenti.

Determinante il rapido intervento dei Carabinieri, supportati da:

  • Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Catania
  • Vigili del Fuoco
  • squadra specializzata NBCR

Per motivi di sicurezza è stata disposta l’evacuazione dell’area nel raggio di circa 150 metri, coinvolgendo anche una chiesa dove era in corso una funzione religiosa con numerosi fedeli.

Individuati e fermati nella stessa notte

Le indagini, avviate immediatamente dopo i fatti, hanno portato a individuare e bloccare i tre responsabili già nella serata dell’attentato.

Il quadro probatorio ricostruito dagli investigatori è stato ritenuto solido dalla Corte, che ha sottolineato l’estrema pericolosità delle condotte.

Le condanne

Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli del reato di strage in concorso, per aver messo in pericolo la pubblica incolumità con un’azione potenzialmente letale.

Le pene stabilite sono:

  • Kevin Ferraro (classe 1999): 16 anni e 6 mesi di reclusione
  • Giuseppe Emanuele Di Bennardo (classe 2000): 10 anni e 2 mesi
  • Federico Sipala (classe 1998): 10 anni di reclusione

Misure accessorie

Oltre alle condanne, la Corte ha disposto per tutti:

  • interdizione perpetua dai pubblici uffici
  • interdizione legale per tutta la durata della pena
  • libertà vigilata per tre anni al termine della detenzione

La sentenza conferma la gravità dell’episodio, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di vaste proporzioni.

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