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Attività di un chiosco sospesa dal Questore sul viale Mario Rapisardi: troppi pregiudicati tra i clienti

Pubblicato il 1 Dicembre 2025

Un punto di ritrovo diventato problematico

La Polizia di Stato ha disposto la sospensione temporanea dell’attività di un chiosco situato sul viale Mario Rapisardi, dopo aver accertato che il locale era diventato un abituale punto di incontro per persone con precedenti penali. La decisione arriva a seguito di una serie di controlli mirati alla verifica del rispetto delle norme previste dalla legislazione sulla pubblica sicurezza.

Il provvedimento del Questore

Il provvedimento, firmato dal Questore di Catania, è stato notificato al titolare dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in applicazione dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). Tale articolo consente la chiusura temporanea degli esercizi pubblici che rappresentano un pericolo per l’ordine e la sicurezza.

Controlli e accertamenti

Durante le numerose verifiche condotte da gennaio fino ai giorni scorsi, i poliziotti delle volanti hanno riscontrato la frequente presenza di clienti con precedenti penali, molti dei quali legati a reati di particolare gravità.

Le banche dati delle forze di Polizia hanno confermato che il chiosco era diventato luogo di ritrovo per persone con precedenti per spaccio di stupefacenti, furto, rapina, minaccia, porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale e altri reati contro la persona e il patrimonio.
La loro presenza non era occasionale, ma ricorrente, configurando un rischio concreto per la sicurezza pubblica.

La decisione finale

Sulla base di questi elementi, e dopo l’istruttoria curata dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, è stata disposta la chiusura del chiosco per 7 giorni, con apposizione dei sigilli, come previsto dall’art. 100 del TULPS. La norma mira a tutelare il diritto della comunità a vivere in un contesto sicuro, intervenendo sugli esercizi che favoriscono la presenza di soggetti pericolosi.

Una misura a tutela della collettività

Questa disposizione rappresenta una garanzia per gli operatori economici che rispettano le regole e ha anche una funzione dissuasiva nei confronti dei soggetti pregiudicati, i quali, privati di un abituale luogo di ritrovo, comprendono che la loro presenza è costantemente monitorata dalle autorità.

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