Pubblicato il 5 Febbraio 2024
L’entourage di Poonam Pandey, nota attrice indiana 32enne, venerdì 2 febbraio su Instagram aveva annunciato la morte della star di Bollywood per un cancro al collo dell’utero. Come si legge nel messaggio la donna è deceduta dopo aver “combattuto coraggiosamente la malattia”.
La notizia ha suscitato grande scalpore e tristezza tra i fan dell’attrice, che vanta oltre un milione e 300.000 follower. Sono arrivati centinaia di messaggi di cordoglio da parte di fan e attori di Bollywood e addirittura la voce di Wikipedia era stata aggiornata.
La scoperta choc
In realtà si trattava di una scioccante fake news: il giorno dopo la Pandey è miracolosamente “resuscitata”, pubblicando addirittura un video in cui ha ammesso di aver simulato la sua morte e che il messaggio postato faceva parte di una campagna social destinata a sensibilizzare maggiormente la popolazione sull’importanza del pap test finalizzato a prevenire il cancro cervicale.
“Sono viva – ha detto l’attrice nel breve video – il cancro alla cervice non ha ucciso me, ma purtroppo uccide migliaia di donne che soffrono e muoiono per la mancanza di informazioni su come affrontare la malattia”. La sua campagna social choc ha suscitato un’ondata di indignazione e di proteste, ma la Pandey si è detta orgogliosa di aver acceso i riflettori su una malattia terribile come il cancro cervicale.
Come riportato dalla Bbc il cancro al collo dell’utero, dopo il cancro al seno, è il secondo tumore più comune tra le donne in India dove sono almeno 77.000 le persone che muoiono ogni anno per questa malattia. Viene definito “killer silenzioso”, poiché è quasi asintomatico nelle prime fasi, ma è anche uno dei più prevenibili grazie al vaccino per l’HPV (virus del papilloma umano) che protegge dai ceppi ad alto rischio che causano il cancro.
Una campagna condivisa col governo?
Giovedì 1° febbraio, il giorno prima che la Pandey lanciasse la sua sconvolgente campagna social, il Ministro delle finanze indiano Nirmala Sitharaman aveva annunciato che il governo stava per adottare misure per vaccinare le ragazze tra i 9 e i 14 anni, pur non specificando dettagli precisi sulla campagna.
Molti hanno ipotizzato che la Pandey e il governo avessero progettato insieme il lancio di questa campagna, ma non sono arrivate conferme da nessuna delle due parti.
Le furiose polemiche
Benché la campagna dell’attrice avesse fini nobili, in India si è scatenato il dibattito sulle modalità di come è stata attirata l’attenzione pubblica. Se da un lato molti hanno elogiato la campagna, che ha avuto il merito di far parlare di un problema serio come il tumore al collo dell’utero, d’altro lato molti hanno fortemente criticato l’iniziativa della Pandey traumatizzante e fin troppo “audace”.
Alcuni follower hanno accusato l’attrice di insensibilità verso chi ha perso persone care affette da questa malattia, come un utente che dopo la morte di un familiare per il tumore all’utero ha scritto: “La morte non è uno scherzo”, aggiungendo che la campagna angosciante ha riportato alla sua mente momenti difficili e dolorosi.
Nel mirino della critica ci sono finiti anche i media indiani, accusati di non aver verificato l’autenticità della notizia. “Nessuna verifica, nessun controllo dei fatti. Niente di tutto ciò aveva importanza. Oggi è tornata in vita. Non posso dire lo stesso del nostro giornalismo” – si legge su X.
Le scuse dell’agenzia
I giornalisti si sono comunque difesi sostenendo che la notizia era stata comunicata dall’account ufficiale dell’attrice. In seguito l’agenzia di social media Schbang, responsabile della creazione della campagna, si è scusata: “Le nostre azioni sono state guidate da una missione: aumentare la consapevolezza sul cancro cervicale”.
L’agenzia ha fatto inoltre sapere che in passato anche la mamma della Pandey ha combattuto contro il cancro alla cervice, quindi l’attrice comprende “l’importanza della prevenzione e l’importanza della consapevolezza, soprattutto quando è disponibile un vaccino”.

