Pubblicato il 2 Aprile 2026
Crescono i casi e si abbassa l’età della diagnosi
In Italia si registra un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico, un dato in linea con quanto osservato a livello internazionale. Questo incremento è legato soprattutto a una maggiore consapevolezza e a strumenti di screening sempre più efficaci.
Oggi il disturbo viene individuato mediamente intorno ai 3 anni di età, consentendo interventi più tempestivi rispetto al passato.
La prevalenza stimata è di 1 bambino su 77, con una maggiore incidenza nei maschi, per un totale di circa 500.000 persone coinvolte nel Paese.
Il quadro nazionale e gli investimenti previsti
I dati emergono dalle analisi della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’Ospedale Bambino Gesù, basate sulle rilevazioni dell’Istituto superiore di sanità, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo del 2 aprile.
In questo contesto è stato annunciato un investimento di 10 milioni di euro, previsto da un accordo tra Ministero della Salute e Iss, con l’obiettivo di:
- rafforzare la rete dei servizi dedicati all’autismo
- potenziare la diagnosi precoce
- strutturare meglio i percorsi di vita delle persone autistiche
L’intento è costruire un modello più efficace basato su continuità assistenziale, personalizzazione degli interventi e integrazione tra ambito sanitario e sociale.
Disuguaglianze territoriali e criticità
Nonostante i progressi, permangono forti differenze tra le regioni italiane per quanto riguarda accesso ai servizi, tempi di attesa e presa in carico multidisciplinare.
In alcune aree, le famiglie devono ancora affrontare difficoltà nell’ottenere diagnosi tempestive e percorsi terapeutici continuativi.
Un’altra criticità riguarda il supporto nell’età adulta: i servizi dedicati agli adulti con autismo risultano ancora insufficienti, così come i finanziamenti pubblici, spesso incerti e frammentati.
Gran parte dell’assistenza, infatti, è sostenuta da enti del terzo settore, che denunciano la mancanza di programmazione stabile e risorse garantite nel tempo.
Ricerca: i robot possono aiutare nelle terapie
Dal fronte scientifico arriva una novità interessante: uno studio italiano ha evidenziato che i bambini con autismo tendono a prestare maggiore attenzione a un robot sociale rispetto a una persona.
Questi robot, progettati per comunicare attraverso gesti, movimenti e segnali visivi strutturati, potrebbero diventare strumenti utili per:
- favorire l’attenzione
- stimolare la partecipazione
- supportare le terapie sulle competenze sociali e comunicative
Una scoperta che apre nuove prospettive per interventi innovativi in ambito clinico.
Iniziative per la Giornata mondiale
In occasione del 2 aprile, sono previste diverse iniziative di sensibilizzazione. Tra queste, quella promossa dal Comune di Milano insieme ad Atm, che prevede la diffusione di annunci audio realizzati da bambini con autismo all’interno di treni e stazioni della metropolitana.
Un modo concreto per promuovere inclusione, consapevolezza e partecipazione attiva nella vita quotidiana della comunità.

