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Autovelox, cambia tutto: quando la multa resta valida anche senza omologazione

Pubblicato il 8 Aprile 2026

La nuova decisione della Cassazione

Importante svolta sul tema autovelox. Con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha stabilito che una multa per eccesso di velocità è valida anche se il dispositivo non è omologato, a patto che siano stati effettuati regolari controlli di taratura e funzionamento.

Si tratta di un cambio significativo rispetto al passato: in precedenza, infatti, si riteneva che l’assenza di omologazione potesse rendere nulla la sanzione, mentre ora questo elemento potrebbe non essere più decisivo. Ciò che conta davvero è che l’autovelox sia correttamente mantenuto e verificato nel tempo.

Il caso: le multe contestate a Pescara

La vicenda nasce dal ricorso di un’automobilista di Pescara, che aveva impugnato due sanzioni ricevute nell’aprile 2021 a distanza di pochi giorni. La donna aveva basato la sua difesa sulla mancata omologazione dell’autovelox, ottenendo inizialmente ragione davanti al giudice di pace.

Successivamente, però, il Comune di Pescara ha presentato ricorso e il Tribunale ha ribaltato la decisione, ritenendo valide le multe anche in presenza di un dispositivo semplicemente approvato.

La pronuncia definitiva: conta la taratura

Arrivata davanti alla Cassazione, la questione ha avuto un esito definitivo sfavorevole per l’automobilista. I giudici hanno confermato la validità delle sanzioni, chiarendo che un autovelox correttamente tarato deve essere considerato affidabile, indipendentemente dall’omologazione.

Nell’ordinanza viene ribadito un principio chiave: i dispositivi di rilevazione della velocità devono essere sottoposti a verifiche periodiche, sia che funzionino automaticamente sia con la presenza di operatori.

I requisiti da rispettare per rendere valida la multa

La Corte ha inoltre precisato che, in caso di contestazione, spetta all’amministrazione dimostrare sia l’omologazione iniziale sia la taratura periodica dello strumento. In particolare, i controlli devono essere effettuati almeno una volta ogni dodici mesi.

Nel caso specifico, il Comune di Pescara ha fornito la documentazione necessaria, dimostrando che l’ultima taratura era stata effettuata pochi mesi prima delle infrazioni, rendendo così legittime le multe.

Respinte anche le altre contestazioni

L’automobilista aveva sollevato ulteriori obiezioni, tra cui la presunta inadeguatezza del tratto stradale per quel tipo di controllo. Tuttavia, anche queste sono state respinte.

La Cassazione ha ricordato che spetta al prefetto stabilire quali strade siano idonee ai controlli senza contestazione immediata, e non ai giudici. Nel caso esaminato, tale idoneità era stata formalmente riconosciuta con apposito decreto prefettizio.

Cosa cambia per gli automobilisti

Questa decisione segna un punto di svolta per chi intende fare ricorso contro multe da autovelox. D’ora in avanti, non sarà più sufficiente contestare la mancanza di omologazione per ottenere l’annullamento della sanzione.

Diventa invece centrale verificare che il dispositivo sia stato sottoposto a controlli regolari e documentati. Se la taratura risulta corretta, infatti, le possibilità di vincere un ricorso si riducono sensibilmente.

Immagine di repertorio.

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