Pubblicato il 8 Aprile 2026
Il provvedimento del Dap e le motivazioni
Il trapper Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, già noto per il successo nelle piattaforme musicali e per le vicende giudiziarie che lo riguardano, è stato sottoposto a regime di sorveglianza particolare in carcere. Secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il giovane rappresenterebbe un rischio per l’ordine interno, soprattutto per la forte influenza esercitata sugli altri detenuti, che lo considererebbero una figura carismatica e di riferimento.
Nel decreto si sottolinea anche il suo atteggiamento ritenuto arrogante e minaccioso, sia verso il personale penitenziario sia nei confronti degli altri reclusi. La decisione è stata presa a seguito di episodi giudicati gravi, avvenuti nel carcere di Busto Arsizio, che avrebbero compromesso la sicurezza dell’istituto.
Le restrizioni previste
Il regime speciale, previsto per una durata iniziale di sei mesi, comporta limitazioni significative nella vita quotidiana del detenuto. Tra queste:
- Esclusione da attività formative e ricreative
- Permanenza all’aperto limitata a due ore al giorno
- Detenzione in cella singola
- Divieto di possedere oggetti personali, come fornelli, armadi, televisori o soprammobili
In cella gli saranno consentiti solo radio, letto e un tavolo con sgabello. Le restrizioni mirano a ridurre al minimo i contatti con altri detenuti, anche per evitare che eventuali oggetti possano essere utilizzati come armi improprie, vista quella che viene definita una “indole aggressiva”.
Le accuse di comportamento violento
Nel provvedimento si descrive Baby Gang come un soggetto “tendente alla violenza, turbolento e poco incline al rispetto delle regole”. Vengono citati precedenti episodi, tra cui:
- Diffusione di foto e video sui social durante precedenti detenzioni
- Aggressioni e danneggiamenti all’interno del carcere
- Comportamenti aggressivi durante colloqui recenti, con insulti agli operatori e un presunto attacco a un agente
Secondo il Dap, questi elementi dimostrerebbero una “elevata pericolosità sociale” e una personalità incline al conflitto, capace di aumentare le tensioni tra i detenuti.
Il ricorso della difesa
La difesa del trapper ha presentato ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Milano chiedendo l’annullamento del provvedimento. L’avvocato Niccolò Vecchioni contesta duramente le motivazioni, sostenendo che:
- Mancano prove oggettive a sostegno delle accuse
- Il decreto si basa su materiale social non verificato
- Non vengono citati episodi specifici documentati, né relazioni ufficiali o informative
Secondo il legale, il provvedimento sarebbe fondato su mere supposizioni, senza un reale collegamento logico tra i fatti e il presunto pericolo attuale.
Le critiche al regime speciale
La difesa evidenzia inoltre che la sorveglianza particolare non può essere utilizzata come strumento punitivo o disciplinare aggravato, né come mezzo di “rieducazione forzata”.
Il decreto, secondo l’avvocato, non sviluppa un’argomentazione solida e coerente, limitandosi a elencare episodi senza dimostrare perché questi giustificherebbero l’applicazione di un regime così restrittivo ed eccezionale. Fonte: Ansa

