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Terrorizzavano tutti i ragazzini del paese con botte e intimidazioni, nei guai baby gang salentina

Pubblicato il 20 Ottobre 2022

Una baby gang formata da quindici ragazzini, tutti tra i 10 e i 14 anni, tutti di Calimera. Il capo non aveva nemmeno 14 anni ma, stando a quanto testimoniato da altri ragazzini che avevano subito violenze e intimidazioni dalla baby gang in questione, comandava tutti ed era in grado di tenere sotto scacco l’intero gruppo che aveva creato. I quindici ragazzini sono ritenuti responsabili di botte, soprusi e intimidazioni iniziate nell’estate 2021 nei confronti di altri adolescenti come loro. Atti di bullismo che sarebbero andate avanti indisturbate anche perché nessuna delle vittime ha avuto il coraggio mai di denunciare. Ancora atti di bullismo e violenza tra ragazzini nel Salento. Ad arrivare ad una prima conoscenza di quanto accadeva a Calimera sarebbero state alcuni voci di paese che hanno messo in allerta i Carabinieri della locale stazione. La conferma è arrivata poi da una segnalazione da parte dell’istituto comprensivo del paese quando, confidandosi con le maestre, alcuni studenti avevano raccontato quanto l’uscita in villa fosse diventata un incubo. I militari, così, non hanno perso tempo, attivando subito un servizio di osservazione mirato nei giardini pubblici del paese e tutt’intorno. Chiuso il cerchio intorno ai presunti giovanissimi aggressori, questi sono finiti poi all’attenzione della Procura di Lecce. Per la baby gang le ipotesi di reato avanzato e le accuse, al momento, sono quelle di minacce, lesioni e violenza privata.

Baby gang indagata per atti di bullismo, alcuni fatti

I ragazzini avevano scelto di chiamarsi con la denominazione di “gang senza paura” in cui, come detto, il baby boss aveva un ruolo fondamentale e strategico. Secondo le dichiarazioni il capo è come se avesse a disposizione un gruppo di “schiavi”, che a loro volta gestiva altri “schiavi”. Un assetto gerarchico con tanto di regole, incluso l’abbigliamento con cui la baby gang doveva mostrarsi in giro per il paese. Felpe e giubbini dei sottoposti non dovevano mai avere lo stesso colore di ciò che indossava il capo. In seguito sono stati accertati almeno cinque gravi episodi di violenza riconducibili alla baby gang. In un caso ad un minore è stato rotto il naso, in un altro un ragazzino è stato picchiato per non aver ceduto il pallone con il quale stava giocando con i suoi amici. In un altro ancora, invece, le botte sarebbero partite per un pacco di patatine che due membri del gruppo avrebbero preteso da un 12enne. Al suo rifiuto, quest’ultimo, avrebbe rimediato calci sulla pancia e alle gambe. Chiusa l’indagine, considerata la minore età, bisognerà capire come il Tribunale dei Minori deciderà di procedere nei loro confronti.