Pubblicato il 3 Febbraio 2026
Assalto nella notte e fuga con il contante
Un’esplosione improvvisa ha squarciato il silenzio notturno, seguita da un furto da migliaia di euro. È quanto accaduto a Ceccano, in provincia di Frosinone, dove una banda ha fatto saltare in aria un bancomat per impossessarsi del denaro custodito all’interno. Il bottino non è ancora stato quantificato, ma si tratta del terzo episodio in pochi giorni con lo stesso modus operandi.
L’esplosione al Credito Cooperativo di Roma
I fatti risalgono alla notte tra lunedì 2 e martedì 3 febbraio 2026, quando il gruppo ha preso di mira la filiale del Credito Cooperativo di Roma di Ceccano. I malviventi hanno raggiunto il bancomat, lo hanno fatto esplodere e poi prelevato il contante presente nello sportello automatico.
Indagini e identikit della banda
Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri della stazione di Ceccano e della Compagnia di Frosinone, potrebbe trattarsi della stessa banda responsabile degli altri assalti recenti. Il gruppo sarebbe composto da tre o quattro persone, vestite di scuro e con il volto coperto, per evitare l’identificazione da parte delle telecamere di sorveglianza.
Bottino incerto e auto in fuga
Al momento non è chiaro quanto denaro sia stato sottratto. Gli investigatori non escludono che la somma possa essere ingente. La vettura scura utilizzata per la fuga non è stata ancora rintracciata, mentre proseguono gli accertamenti per collegare i vari episodi.
I precedenti colpi nel Frusinate
Gli inquirenti stanno ricostruendo anche i furti precedenti. Alle 3 del mattino di mercoledì 28 gennaio, un altro bancomat era stato fatto esplodere in Esperia, in piazza Consalvo, con un bottino di circa 70mila euro.
Solo sabato scorso, invece, era stato preso di mira lo sportello automatico della filiale di Cervaro, sempre della stessa banca e allo stesso orario.
Chiodi sull’asfalto per fermare i militari
In quell’occasione i ladri erano stati notati dai carabinieri, che avevano tentato di fermarli. La fuga era però riuscita grazie al lancio di chiodi a tre punte, che avevano forato le gomme della gazzella, impedendo l’inseguimento.

