Pubblicato il 1 Dicembre 2025
Un’esposizione che è prima di tutto un messaggio
Uno zerbino realizzato con strisce di giubbotti di salvataggio dei migranti, le immagini della più recente opera londinese di Banksy cancellata e poi riapparsa come un’ombra, fotografie che raccontano la guerra in Ucraina attraverso il suo sguardo, uno scatto per una campagna Greenpeace contro la deforestazione mai diffuso perché bloccato dalla Disney, e perfino i Tre Re Magi fermati a un controllo di sicurezza.
La Banksy Modeste Collection, per la prima volta in Italia e ospitata ad Agrigento – Capitale Italiana della Cultura 2025 – non è una semplice mostra, ma un invito a riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo. Dopo aver attraversato 17 città francesi, con 370 mila visitatori e quasi 400 mila euro devoluti a progetti sociali, la collezione arriva in Sicilia con un obiettivo chiaro: stimolare un cambiamento sociale radicale, a partire dal tema dei migranti, filo conduttore dell’esposizione.

L’inaugurazione è prevista per il 3 dicembre alle 18, nei locali rigenerati della Camera di Commercio in via Atenea 224. La mostra sarà visitabile dal 4 al 21 dicembre, dalle 9 alle 11 per le scuole e dalle 11 alle 19 per il pubblico. L’ingresso è gratuito, nel pieno spirito dell’artista, da sempre convinto che l’arte debba essere accessibile a tutti.
Le istituzioni: “Un’occasione di dialogo e crescita”
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sottolinea la forza culturale e sociale dell’iniziativa: «Non è soltanto un evento artistico, ma un’opportunità di crescita civile. Un messaggio potente, capace di parlare ai giovani e agli adulti».
Anche il presidente di Agrigento2025, Maria Teresa Cucinotta, ribadisce il valore dell’esperienza: «Ogni opera di Banksy è un invito a interrogarsi su ingiustizie e disuguaglianze. Questa mostra rappresenta per Agrigento un’occasione unica di confronto con un artista irripetibile nel panorama internazionale».
Il direttore generale della Fondazione, Giuseppe Parello, ricorda come si tratti di un progetto “vivo”: «Non è una mostra che si esaurisce con le sue date, ma un modello che dialoga con il territorio e lo coinvolge».
Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, evidenzia il valore simbolico dell’iniziativa per una città da sempre legata al tema dell’accoglienza: «Banksy racconta ingiustizia, consumismo, esilio, solidarietà e libertà. La sua critica, diretta e dirompente, invita tutti a riflettere e ad agire».
Un percorso narrativo tra opere iconiche e impegno civile
L’esposizione segue un unico filo narrativo che attraversa campagne e interventi dell’artista:
- la scimmia, simbolo del potere;
- il ratto, emblema del popolo;
- la bambina con il palloncino antimilitarista;
- gli stencil dedicati alla Palestina;
- le opere ispirate al The Walled Off Hotel di Betlemme;
- i materiali della celebre mostra Banksy vs Bristol Museum, visitata da 300 mila persone in 12 settimane senza alcuna promozione.
Il successo della mostra itinerante si basa su un modello partecipativo: è gratuita, aperta a tutti e organizzata insieme alle associazioni locali – Tierra Techo Trabajo APS, Yard 44, Scaro Cafè, Arci John Belushi – che curano accoglienza e mediazione culturale. La Fondazione Banksy Modeste Collection realizzerà inoltre iniziative a sostegno di progetti sociali sul territorio.
La collezione: oltre 250 opere per raccontare un artista unico
La Banksy Modeste Collection nasce da un primo nucleo acquistato nel 2020 da un collezionista privato, arricchito poi con opere legate ai lavori più recenti dell’artista, come la mostra “Cut and Run” di Glasgow del 2024, e con fotografie, serigrafie e oggetti provenienti da privati.
Oggi include oltre 250 pezzi, dei quali circa 200 saranno esposti ad Agrigento. Ogni opera è accompagnata da una didascalia con data, luogo e contesto, per offrire una comprensione completa del pensiero di Banksy e del suo linguaggio immediato, provocatorio e profondamente umano.

