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donne incinte

Bari, resta incinta ma il compagno non vuole riconoscere il figlio: lo insegue e gli spara alle gambe

Pubblicato il 10 Dicembre 2025

L’aggressione dell’8 marzo e la svolta nelle indagini

Le indagini sull’uomo ferito alle gambe da un proiettile lo scorso 8 marzo a Bari hanno preso una direzione del tutto inattesa. Secondo gli investigatori, a sparare non sarebbe stato un aggressore sconosciuto, come inizialmente dichiarato dalla vittima, ma la sua ex compagna, ora arrestata. Alla base del gesto ci sarebbe stata una vendetta legata alla gravidanza: la donna gli avrebbe comunicato di aspettare un figlio e lui avrebbe rifiutato di riconoscerlo.

La versione della vittima e la ricostruzione della polizia

L’uomo si era presentato in ospedale con una ferita da arma da fuoco alla gamba, parlando di un attacco subito mentre faceva jogging. Come previsto dalla procedura, i medici avevano segnalato il caso alle forze dell’ordine.

Le indagini della Squadra Mobile di Bari hanno però smontato la sua versione, ricostruendo un quadro completamente diverso. A sparare sarebbe stata la sua ex compagna, una ragazza di 26 anni, che avrebbe agito per ripicca dopo il rifiuto dell’uomo di riconoscere il presunto bambino.

L’arresto della 26enne

La giovane è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio. Per lei il giudice ha disposto i domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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