Pubblicato il 21 Dicembre 2022
“È necessaria una risposta veloce, altrimenti si torna al passato. Abbiamo avuto rassicurazioni ma stiamo ancora aspettando una proroga”. E’ questo l’allarme che arriva dai medici di base, per bocca di Silvestro Scotti del sindacato Fimmg e riguarda la norma che era stata varata per gestire il periodo durante l’emergenza Covid che prevede la possibilità di inviare le ricette per le prescrizioni farmaceutiche via mail o sms senza necessità di andare in ambulatorio.
Questa legge è in scadenza a fine anno e, se non dovessero arrivare proroghe dal governo, si tornerebbe al vecchio metodo, che potrebbe causare nuovamente affollamenti negli studi dei medici di base. I medici, per questo, hanno già chiesto una proroga o una legge al ministro della Salute Orazio Schillaci.
I modelli da seguire: Trentino e Veneto?
Uno dei modelli da seguire, potrebbe essere quello che adotta il Trentino e il Veneto, dove il medico scrive a computer il farmaco per il paziente e quest’ultimo – semplicemente esibendo la tessera sanitaria in farmacia – permette al farmacista di accedere al suo profilo e di vedere quali medicine deve dargli. Ma nel resto d’Italia la procedura avviene in forma cartacea, con un codice a barre stampato su un foglio.
Durante la pandemia di Covid si era permesso, con il consenso del garante della privacy, di “inviare al cittadino attraverso un sistema di messaggistica, via mail o whatsapp il codice identificativo della ricetta”, spiega Scotti. Secondo Pina Onotri, segretaria di un sindacato di medici di base, lo Smi, il problema riguarda anche le carenze di medici. “Il ritorno alla ricetta cartacea – sostiene Onofri – rappresenterebbe un salto indietro, causando lunghe attese negli studi medici”.
Prende posizione anche il Pd con la deputata Ilenia Malavasi, che porta la questione in Parlamento, dove farà un’interrogazione direttamente al ministro Schillaci: “Mettere fine al provvedimento sarebbe un passo indietro – spiega Malavasi – che penalizzerebbe i cittadini, soprattutto, quelli affetti da patologie croniche. Un governo che si riempie la bocca con le parole innovazione e digitalizzazione dovrebbe spiegare perché non ha ancora rinnovato una norma di civiltà e buon senso. Chiediamo al Ministro Schillaci quando intenda intervenire”.

