Pubblicato il 4 Febbraio 2022
“Il rapporto con chi è fuori dal Pd non deve essere letto come un travaso di ceto politico, ma come un percorso basato su valori, visione e proposte. E Bersani imposta giustamente le sue riflessioni sui contenuti”. Così Enrico Letta, che raccoglie subito la sfida lanciata ieri da Pierluigi Bersani.
Il leader del Pd, quindi, concorda con uno dei padri del partito che dirige e che ha dichiarato di essere “Pronto a tornare domattina” se i dem assumeranno “il profilo di una moderna sinistra di combattimento”. Il Partito Democratico apre al leader di Articolo Uno, la creatura fatta nascere dopo lo scontro con Matteo Renzi.
Letta con poche parole spazza via anche le feroci ironie che sono piovute addosso all’ex leader della coalizione di centrosinistra Italia opposta al Governo Berlusconi, dipinto come un dinosauro che cerca disperatamente di sopravvivere alla glaciazione o un sedicente uomo di Sinistra che non sia cosa sia la Sinistra perché in Italia la Sinistra è, così affermano i più critici o delusi, è una parola vuota così come lo è Destra.
“Facendo solo una somma tra noi, il Pd e mettiamoci pure Italia Viva, in Parlamento siamo il 20%: ammucchiandoci non risolviamo niente. E’ necessario che i partiti prima delle elezioni sentano il bisogno di fare un congresso e darsi un profilo, per recuperare un minimo di affezione dell’elettorato. I partiti devono metterci la faccia, dire agli elettori io sono questo Draghi a palazzo Chigi, Mattarella al Quirinale e Amato alla Corte costituzionale: ora ci troviamo con questi tre bei pilastri, ma il resto è da fare, bisogna affrontare la debolezza del nostro sistema politico. Se il 40% delle persone non va a votare, c’è un problema più di fondo, che va considerato. E’ un sistema che va ricostruito daccapo“, ha detto Bersani.
Letta lo ha ascoltato. E, a quanto pare, metabolizzato.

