Pubblicato il 2 Dicembre 2025
Sospensione decisa dal Questore di Catania
La Polizia di Stato ha disposto la chiusura temporanea di un chiosco situato nel centro di Biancavilla, ritenuto un abituale punto di ritrovo per pregiudicati. Il provvedimento, della durata di 7 giorni, è stato firmato dal Questore di Catania in applicazione dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
Controlli costanti e attività di prevenzione
La sospensione è stata notificata al gestore dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano, impegnati in controlli mirati su bar, pub ed esercizi di somministrazione alimenti e bevande, con l’obiettivo di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
In occasione di vari servizi di monitoraggio, svolti nel tempo per prevenire fenomeni di illegalità nella vivace movida biancavillese, i poliziotti hanno rilevato che il chiosco era diventato un punto di incontro abituale di individui con precedenti penali. Si tratta di soggetti coinvolti in reati come spaccio di droga, furti, ricettazione, truffe, atti persecutori, porto illegale di armi, lesioni e altre gravi violazioni contro la persona e il patrimonio.
Rischio concreto per la sicurezza pubblica
La presenza di questi frequentatori non è risultata occasionale: i controlli ripetuti hanno confermato un afflusso costante di persone considerate pericolose, tale da costituire un reale rischio per l’ordine pubblico.
Disposta la chiusura del locale
Conclusa l’attività istruttoria della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Catania, è stata quindi disposta la sospensione delle autorizzazioni e la chiusura del chiosco per 7 giorni, come previsto dalla normativa che consente al Questore di intervenire su esercizi pubblici frequentati stabilmente da pregiudicati.
Una tutela per la comunità
Secondo quanto sottolineato dalle autorità, l’applicazione dell’art. 100 TULPS rappresenta una garanzia per le attività commerciali che operano nel rispetto delle regole e svolge una funzione dissuasiva nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi. Privati di un luogo abituale di aggregazione, tali individui vengono così richiamati all’attenzione delle forze dell’ordine, contribuendo a mantenere un ambiente più sicuro per la comunità.

