Pubblicato il 13 Febbraio 2026
Nuovi sviluppi nell’inchiesta della Procura
Si allarga l’inchiesta sulla morte della bambina di due anni avvenuta a Bordighera. La Procura di Imperia ha iscritto nel registro degli indagati anche il compagno della madre, un 42enne residente a Perinaldo, che ora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio preterintenzionale.
La madre della piccola si trova già in carcere con la stessa accusa. La decisione dei magistrati è maturata dopo aver accertato che la donna aveva trascorso la notte precedente alla tragedia nell’abitazione dell’uomo, ora posta sotto sequestro per consentire tutti gli approfondimenti investigativi.
Nel frattempo, gli altri due figli della donna, di 9 e 10 anni, sono stati collocati in una comunità protetta. Il padre dei bambini, secondo quanto emerso, si troverebbe già detenuto da tempo.
L’udienza davanti al gip
Nella giornata del 12 febbraio si è svolta l’udienza di convalida davanti al gip Massimiliano Botti. Il giudice non ha convalidato l’arresto della madre, ma ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere per il rischio di inquinamento delle prove.
Durante l’udienza la donna ha sostenuto che la bambina fosse caduta dalle scale nei giorni precedenti, negando qualsiasi episodio di violenza. Ha inoltre raccontato che la mattina della tragedia era uscita lasciando i figli soli in casa e che, al rientro, avrebbe trovato la piccola già priva di vita.
Le cause esatte del decesso saranno chiarite dall’autopsia fissata per il 16 febbraio. È però certo che, al momento dei soccorsi, la bambina presentava evidenti lividi sul corpo.
I dubbi degli inquirenti e la chiamata al 118
Secondo quanto riferito, i sospetti nei confronti della madre sarebbero legati soprattutto alla telefonata effettuata al 118 la mattina della morte. Gli operatori avrebbero fornito indicazioni precise per praticare il massaggio cardiaco: svestire la piccola, adagiarla sul pavimento e iniziare le manovre di primo soccorso in attesa dell’ambulanza.
All’arrivo dei sanitari, però, la bambina sarebbe stata trovata ancora nella culla e sdraiata su un fianco, circostanza che ha alimentato i dubbi degli investigatori. La donna ha spiegato di essere stata in preda al panico e di aver dovuto gestire gli altri due figli, spaventati e in lacrime.
Proprio questi elementi hanno portato gli inquirenti a ipotizzare il reato di omicidio preterintenzionale, mentre le indagini proseguono per fare piena luce sulla vicenda.

