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maxi rissa

Bimba trovata con un uomo in una cascina a Ivrea: dice di essere il padre ma viene smentito dal dna

Pubblicato il 27 Febbraio 2026

La scoperta in una cascina del Torinese

È nata il 20 giugno 2023 a Tbilisi, capitale della Georgia, e oggi ha due anni e mezzo. La piccola è stata rintracciata dai carabinieri in una cascina di Ivrea, in provincia di Torino, insieme a un uomo di 55 anni che si è presentato come suo padre.

Il test del Dna, però, ha escluso qualsiasi legame biologico: l’uomo non è il padre della bambina. Da qui il sospetto degli inquirenti che la minore possa essere stata oggetto di una compravendita internazionale.

Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe partorito in Georgia e subito dopo avrebbe depositato in ambasciata un documento con cui dichiarava di non voler riconoscere la figlia.

Le indagini della Procura di Ivrea

La Procura di Ivrea ha chiuso l’inchiesta nei giorni scorsi. Il 55enne, disoccupato, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di alterazione di stato civile, in concorso con la donna che ha dato alla luce la bambina.

La madre risulterebbe residente nella regione di Zhambil, nel distretto di Merkhen, in Kazakistan, ma al momento sarebbe irreperibile.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la minore sarebbe stata venduta dalla madre e acquistata dall’uomo che l’ha portata in Italia. Un’ipotesi grave, che dovrà essere accertata in sede processuale.

“È mia figlia”: la versione del 55enne

Descritto da chi lo ha incontrato come premuroso e affettuoso, l’uomo si è presentato alle autorità con la bambina in braccio, dopo essere stato convocato. La piccola è stata trovata in buone condizioni di salute.

“È mia figlia, sono il papà”, ha ribadito agli inquirenti. Ha raccontato che la madre sarebbe fuggita in Kazakistan lasciandogli la bambina, spiegando di aver conosciuto la donna durante una vacanza a Cipro e di aver avuto con lei una relazione.

Ha inoltre dichiarato di poter contare su una consistente eredità ricevuta alla morte del padre e su risparmi accumulati nel precedente impiego. Tuttavia, alle sue parole non avrebbero fatto seguito riscontri concreti.

Nel cellulare del 55enne sarebbe stata trovata una foto dell’aeroporto di Tbilisi, scattata nel luglio 2023. Il giorno successivo, secondo quanto riportato nell’atto di chiusura delle indagini, l’uomo avrebbe dichiarato falsamente di essere il padre della bambina davanti al responsabile della sezione consolare italiana.

Il futuro della bambina

Nel frattempo, la priorità resta la tutela della minore. Sono già state avviate le pratiche di affido attraverso il Tribunale per i minorenni di Torino e la bambina è ora in attesa di adozione.

Secondo quanto emerso, ci sarebbe già una famiglia pronta ad accoglierla, garantendole stabilità e protezione.

Resta ora da chiarire in sede giudiziaria l’esatta dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità, mentre per la piccola si apre la prospettiva di una nuova vita in un contesto familiare sicuro.

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