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Blocco dei siti porno in Italia e verifiche dell’età: cosa è successo davvero e gli effetti osservati all’estero

Pubblicato il 10 Dicembre 2025

Il blocco annunciato e mai davvero applicato

Il 12 novembre sarebbe dovuto partire il blocco all’accesso libero dall’Italia a 47 piattaforme pornografiche, consentendo l’ingresso solo dopo una verifica dell’età. Nella pratica, però, l’annuncio si è rivelato un quasi totale fallimento: molte piattaforme non hanno modificato nulla, altre hanno aggiunto solo un semplice avviso, e poche hanno introdotto un reale processo di verifica.

Dopo poche ore, l’AgCom è intervenuta con un nuovo avviso, concedendo ai siti altri tre mesi per adeguarsi. Si tratta dell’ultimo passo di una strategia già vista in vari Paesi, dove l’Age Verification è diventata un tema centrale, ma anche molto dibattuto, soprattutto per le criticità legate alla sicurezza dei dati.

L’esperienza del Regno Unito: accessi in calo ma boom di VPN

Per capire cosa potrebbe accadere in Italia, basta osservare i Paesi dove questi sistemi sono già stati implementati. Un report di Ofcom, l’ente regolatore britannico, mostra come nel Regno Unito l’introduzione dell’Age Verification abbia avuto effetti immediati.

Secondo i dati raccolti tra agosto 2024 e agosto 2025, gli utenti di Pornhub sono passati da 11,3 milioni a 9,8 milioni, con un calo di circa 1,5 milioni. Riduzioni simili sono state registrate su altre piattaforme, come riportato anche dal Guardian.

Ma dove è finito questo traffico? La risposta non è semplice, ma emerge un dato rilevante: l’aumento massiccio dell’uso delle VPN, le reti private virtuali che consentono di navigare in modo anonimo e aggirare i blocchi geografici e i sistemi di verifica.

L’esplosione delle VPN dopo l’introduzione dei controlli

Sempre secondo Ofcom, il numero di utenti britannici che utilizzano una VPN è salito da 650.000 a 1,4 milioni dopo l’introduzione dell’Age Verification, stabilizzandosi poi intorno ai 900.000.

Un fenomeno simile sembra emergere anche in Italia: i dati di Google Trends indicano che le ricerche della parola chiave VPN hanno raggiunto il picco tra il 26 ottobre e il 16 novembre, proprio mentre nel Paese si discuteva dell’imminente verifica dell’età sui siti porno.

Cosa aspettarsi in Italia

In attesa di capire se e come il blocco verrà davvero applicato, l’esperienza britannica mostra che l’effetto principale potrebbe essere un calo degli accessi diretti e un aumento significativo dell’uso delle VPN, più che una reale riduzione della fruizione dei contenuti.

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