Pubblicato il 12 Settembre 2025
La sentenza storica
La Prima sezione della Corte Suprema del Brasile ha inflitto una condanna a 27 anni e tre mesi all’ex presidente Jair Bolsonaro, giudicato colpevole di tentato colpo di Stato e altri reati correlati.
A proporre la pena è stato il giudice relatore Alexandre de Moraes, che durante la votazione ha sottolineato: “La gravità e l’intensità della colpevolezza, dei motivi, delle circostanze e delle conseguenze del reato sono ampiamente sfavorevoli all’imputato Jair Messias Bolsonaro.”
Secondo Moraes, l’ex capo di Stato avrebbe strumentalizzato le istituzioni pubbliche, utilizzando agenti e risorse statali per diffondere false narrazioni, con l’obiettivo di generare instabilità sociale e mantenersi al potere.
Le reazioni della famiglia
La condanna ha immediatamente suscitato forti reazioni tra i figli dell’ex presidente.
Il senatore Flavio Bolsonaro, primogenito, ha denunciato sui social la decisione parlando di “pilastri della democrazia spezzati” e di un “innocente condannato per non essersi piegato a un dittatore chiamato Alexandre de Moraes”. Ha aggiunto che il padre è “determinato ad affrontare a testa alta questa persecuzione”, affermando che “la storia dimostrerà che siamo dalla parte giusta, quella della difesa della democrazia”.
Flavio ha anche criticato la giudice Carmen Lúcia, che ha contribuito a formare la maggioranza per la condanna, accusandola di non aver citato “nemmeno una prova concreta”. Al contrario, ha elogiato il ministro Luiz Fux, unico a votare per l’assoluzione.
Dal canto suo, il deputato federale Eduardo Bolsonaro, collegato dagli Stati Uniti, ha parlato di “suprema persecuzione”, arrivando a scrivere in maiuscolo che “vogliono uccidere Bolsonaro”. Ha inoltre chiesto una amnistia generale e senza restrizioni, denunciando una strategia giudiziaria che, a suo dire, mira a colpire non solo l’ex presidente ma anche i suoi familiari ed ex alleati.

