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Bozza del decreto sicurezza, il pm può decidere il rilascio immediato dopo il fermo preventivo

Pubblicato il 5 Febbraio 2026

Il Consiglio dei ministri al lavoro su sicurezza e infrastrutture

È iniziata la riunione del Consiglio dei ministri, che ha in agenda un decreto legge e un disegno di legge in materia di sicurezza, insieme ad altri provvedimenti di rilievo. Tra questi figura anche un decreto per rispondere alle osservazioni della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina, con norme urgenti su commissari straordinari e concessioni.
All’ordine del giorno anche il decreto legislativo sulla trasparenza retributiva e la parità salariale tra uomini e donne, in attuazione di una direttiva europea.

Nel corso della riunione, secondo quanto trapela, e riporta l’Ansa, è stato approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina.

Divieti di partecipazione alle manifestazioni

Una scheda di sintesi del decreto sicurezza chiarisce che il giudice potrà disporre, con la sentenza di condanna, il divieto di partecipare a riunioni o assembramenti pubblici per chi si è reso responsabile di reati gravi. Tra questi rientrano attentati con finalità terroristiche o eversive, devastazione e saccheggio, oltre alle lesioni contro appartenenti alle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.

Il questore potrà inoltre imporre al condannato l’obbligo di presentarsi negli uffici di polizia negli orari stabiliti, durante lo svolgimento delle manifestazioni vietate. La violazione del divieto comporta pene che vanno da quattro mesi a un anno di reclusione.

Fermo preventivo e ruolo del pubblico ministero

La bozza più recente del decreto introduce una disciplina dettagliata sul fermo preventivo fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi in occasione di cortei o già noti per precedenti specifici.
Del fermo e dell’orario in cui viene eseguito deve essere data immediata comunicazione al pubblico ministero, il quale può disporre il rilascio immediato se ritiene che non sussistano le condizioni previste dalla legge. Anche il rilascio deve essere comunicato tempestivamente, con indicazione dell’ora.

Garanzie e cause di giustificazione

Per rafforzare le tutele sia dei cittadini sia delle Forze di polizia, il decreto prevede che, quando appare evidente la presenza di una causa di giustificazione – come legittima difesa, adempimento del dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità – il pubblico ministero proceda con una annotazione preliminare in un registro separato.
Restano comunque garantiti i diritti difensivi oggi collegati all’iscrizione nel registro degli indagati.

Vendita di armi improprie e sanzioni

Il provvedimento introduce il divieto di vendita ai minori, anche tramite web e piattaforme online, di armi improprie, in particolare strumenti da punta e taglio. Le sanzioni amministrative, irrogate dal prefetto, vanno da 500 a 3.000 euro, fino a 12.000 euro in caso di reiterazione, con possibile revoca della licenza.

La vigilanza è affidata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, mentre gli esercenti dovranno tenere un registro elettronico delle vendite, aggiornato quotidianamente. In caso di violazione sono previste multe da 2.000 a 10.000 euro. Le nuove norme entreranno in vigore 60 giorni dopo l’adozione del decreto.

Reati ostativi all’ingresso in Italia

Il decreto sicurezza interviene anche sul Testo Unico sull’Immigrazione, inserendo tra i reati che impediscono l’ingresso in Italia l’alterazione di armi, la fabbricazione di esplosivi non riconosciuti, il porto d’armi senza licenza e l’uso di specifici strumenti da punta e taglio. Si tratta di fattispecie per cui è previsto l’arresto facoltativo in flagranza.

Coltelli e strumenti da taglio: nuove pene

È stabilito il divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata o tagliente oltre i 5 centimetri, come coltelli a scatto o a farfalla, facilmente occultabili. La pena prevista è la reclusione da uno a tre anni.
Per gli strumenti con lama superiore a 8 centimetri, il porto senza giustificato motivo è punito con sei mesi fino a tre anni di carcere.

Il prefetto potrà applicare sanzioni accessorie, tra cui la sospensione della patente, della licenza di porto d’armi o il divieto di conseguirle. Se il reato è commesso da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

La posizione del presidente del Senato

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha precisato la propria posizione in merito alle polemiche sul decreto sicurezza, sottolineando che alcune sue dichiarazioni sarebbero state travisate. Secondo La Russa, il provvedimento in discussione rispetta pienamente i principi costituzionali e, in caso di eventuali abusi, questi verrebbero valutati successivamente dalle autorità competenti. Fonte: Ansa

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