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A Brescia mancano 150 autisti: nel 2026 formazione in Tunisia per colmare il vuoto

Pubblicato il 2 Settembre 2025

Una carenza che pesa sul trasporto pubblico locale

A Brescia la difficoltà nel reperire autisti per autobus e pullman continua a crescere. Attualmente, sull’intero territorio provinciale, si contano circa 150 posti vacanti. A confermarlo è stato Giancarlo Gentilini, presidente dell’Agenzia del trasporto pubblico locale, che ha sottolineato come la mancanza di personale stia mettendo sotto pressione l’intero sistema.

Nessun aumento dei prezzi né tagli alle corse

Nonostante la situazione critica, con l’imminente avvio dell’anno scolastico non sono previsti aumenti di biglietti e abbonamenti, né ulteriori riduzioni delle corse, come accaduto lo scorso anno con tagli pari a 300mila chilometri in provincia e 150mila in città. Secondo Gentilini, l’obiettivo è quello di “razionalizzare al massimo le risorse disponibili” in attesa di nuove soluzioni.

Retribuzioni basse e mancanza di ricambio generazionale

Le società che gestiscono il trasporto, tra cui Arriva e Brescia Trasporti, offrono ai nuovi assunti la copertura delle spese per patente e formazione, ma il vero nodo resta lo stipendio poco competitivo. Gli attuali salari non riescono ad attirare giovani lavoratori, che spesso non considerano sostenibile il mestiere a fronte delle responsabilità e dei rischi richiesti.

La svolta: formazione in Tunisia

Per superare questa crisi di organico, Brescia Trasporti ha annunciato un progetto innovativo: dal 2026 saranno avviati percorsi di formazione in Tunisia. Qui i futuri conducenti riceveranno la preparazione necessaria, con abilitazione professionale e un corso di lingua italiana dal costo di 150 euro.

Un piano legato al futuro del servizio pubblico

Questa iniziativa si inserisce nel quadro degli accordi del Piano Mattei e anticipa la probabile nuova gara europea per l’affidamento settennale del servizio di trasporto pubblico, prevista per il prossimo anno. L’obiettivo è garantire la continuità del servizio e colmare finalmente il vuoto di personale che da tempo penalizza la mobilità bresciana.

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