Pubblicato il 18 Luglio 2024
I Carabinieri della Compagnia di Randazzo, hanno denunciato per il reato di danneggiamento aggravato in concorso tre giovani del posto che, tra la fine dello scorso anno e i primi di gennaio, hanno distrutto 11 parchimetri a Bronte.
I militari della Stazione di Bronte e del Nucleo Radiomobile di Randazzo, grazie anche alla profonda conoscenza del tessuto sociale e criminale del posto, sono riusciti a risalire ai colpevoli, 3 giovani brontesi, di 16, 22 e 28anni, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e stupefacenti, i quali, tra la notte di Capodanno e il successivo 10 gennaio, hanno dunque fatto esplodere i parcometri.
Nonostante molte delle telecamere nella zona non fossero operative o non avessero catturato dettagli utili per le indagini, l’analisi di alcuni video è risultata particolarmente preziosa, poiché ha consentito di ricostruire i momenti chiave di alcuni “raid”. In particolare, in un’occasione, due dei tre ragazzi sono stati ripresi mentre, a tarda sera, completamente incappucciati, si aggiravano con fare circospetto tra i vicoli del centro storico, guardandosi intorno, fino a quando si sono avvicinati a una colonnina situata in Corso Umberto.
Uno di loro si è allontanato per fare da “palo”, mentre l’altro ha cominciato a piazzare un ordigno esplosivo artigianale sull’apparecchio, per poi allontanarsi a gambe levate, assieme al complice, poco prima della violenta deflagrazione.
Nonostante gli accurati espedienti messi in atto dai “bombaroli” per non farsi riconoscere, agli investigatori non è sembrata così sconosciuta la fisionomia dei 3 e, difatti, da approfonditi controlli sul web, tra i numerosi account dei social media, i Carabinieri hanno trovato una forte somiglianza tra i soggetti ripresi dalle telecamere e i 3 profili social.
Una volta chiarito il quadro investigativo, i militari hanno deciso di effettuare una perquisizione a carico di questi ultimi e, presso le loro abitazioni, hanno trovato diversi capi d’abbigliamento identici a quelli indossati dai malfattori. Inoltre, a casa del minorenne, sono stati scovati vari tipi di fuochi artificiali di libera vendita.
Infine, grazie all’acquisizione e l’analisi delle conversazioni presenti nelle chat del cellulare del minorenne, il Nucleo Investigativo di Catania, ha definitivamente incastrato i 3, accertando che i due indagati più giovani avevano acquistato gli esplosivi dal 28 enne contrattando sul prezzo. I tre giovani adesso dovranno affrontare il processo dinanzi ai giudici del Tribunale di Catania.

